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Conti e margini

Ticket di licenziamento 2026: 649,73 € per anno, fino a 1.949 €, e quando non si paga

Il 41% del massimale NASpI per ogni anno di anzianità, fino a tre: nel 2026 fa 649,73 € l’anno. Lo si paga anche per il licenziamento disciplinare e per il periodo di prova, e non per le dimissioni: i casi, il conto sui mesi e la scadenza.

9 minuti di lettura Aggiornata al 29 settembre 2026

In breve

  • Nel 2026 il ticket vale 649,73 € per ogni 12 mesi di anzianità negli ultimi tre anni, cioè circa 54,14 € al mese, fino a un massimo di circa 1.949 € dopo 36 mesi; per il part-time l’importo è lo stesso.
  • È dovuto quando il rapporto a tempo indeterminato finisce per una causa che darebbe diritto alla NASpI: licenziamento di ogni tipo, anche in prova, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale in conciliazione all’Ispettorato. Non per le dimissioni volontarie né per la fine di un contratto a termine.
  • Si versa in un’unica soluzione entro il 16 del secondo mese dopo la cessazione: per un licenziamento di maggio, entro il 16 luglio.

Il ticket di licenziamento è il contributo che il datore di lavoro versa all’INPS quando cessa un rapporto a tempo indeterminato per una causa che darebbe al lavoratore il diritto alla NASpI. Lo ha introdotto la legge 28 giugno 2012, n. 92, all’art. 2, comma 31, e il suo importo segue il massimale mensile della NASpI, che l’INPS aggiorna ogni gennaio.

Per il 2026 il massimale è di 1.584,70 € (circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026). Il ticket è il 41% di quella cifra per ogni anno di anzianità: la circolare non lo scrive, ma il conto è fisso. Qui trovi gli importi, i casi in cui è dovuto e quelli in cui non lo è, come si calcolano i mesi, la scadenza e cosa succede nei licenziamenti collettivi.

01Gli importi 2026

Ticket = 41% × massimale NASpI dell’anno × (mesi di anzianità negli ultimi 3 anni ÷ 12)

Si usa il massimale dell’anno in cui cessa il rapporto. Il tetto è di 36 mesi. L’importo non dipende dallo stipendio né dall’orario: è uguale per tempo pieno e part-time (circolari INPS 40/2020 e 137/2021).

Anzianità aziendaleTicket 2026Ticket 2025
1 mese54,14 €53,40 €
6 mesi324,86 €320,38 €
12 mesi649,73 €640,76 €
20 mesi1.082,88 €1.067,93 €
24 mesi1.299,45 €1.281,51 €
36 mesi o più1.949,18 €1.922,27 €
Massimale NASpI 2026: 1.584,70 € (circolare INPS n. 4/2026). Massimale 2025: 1.562,82 € (circolare INPS n. 25/2025). Molti siti scrivono 1.949,19 € per il massimo 2026: è 649,73 × 3, cioè il triplo della cifra già arrotondata; il conto esatto dà 1.949,18 €. La differenza di un centesimo la risolve il software paghe del consulente.

Il ticket è dovuto anche se il lavoratore non chiede la NASpI, o se non ha i contributi per averla: conta il diritto teorico legato al modo in cui è finito il rapporto, non la domanda effettiva (circolare INPS 40/2020).

02Come si contano i mesi

  • Il mese conta intero se nel mese il rapporto è durato almeno 15 giorni; i mesi fra il primo e l’ultimo contano sempre.
  • Si guarda solo agli ultimi tre anni: un dipendente con dieci anni di anzianità paga comunque il massimo di 36 mesi.
  • Contano anche i periodi a termine che hanno preceduto l’indeterminato senza interruzione, o per cui c’è stata la restituzione del contributo addizionale (art. 2, comma 31).
  • Non contano l’aspettativa non retribuita e i congedi straordinari per assistere un familiare disabile (art. 42, comma 5, D.Lgs. 151/2001).
  • Intermittenti: contano solo le giornate effettivamente lavorate.
  • Cessione d’azienda: si somma l’anzianità maturata presso il cedente.
Esempio: assunto il 10/01/2025, licenziato il 20/08/2026
Gennaio 202522 giorni → conta
Da febbraio 2025 a luglio 202618 mesi
Agosto 202620 giorni → conta
Mesi di anzianità20
Ticket649,73 × 20 ÷ 12 = 1.082,88 €
Scadenza del versamento16 ottobre 2026, con la denuncia di settembre

03Quando è dovuto e quando no

CessazioneTicket
Licenziamento per giustificato motivo oggettivoSì
Licenziamento disciplinare, per giusta causa o giustificato motivo soggettivoSì
Recesso durante o al termine del periodo di provaSì
Dimissioni per giusta causaSì
Dimissioni durante il periodo tutelato di maternitàSì
Risoluzione consensuale in conciliazione all’Ispettorato (art. 7 L. 604/1966) o con l’offerta di conciliazione del D.Lgs. 23/2015Sì
Rifiuto del trasferimento a oltre 50 km, o a più di 80 minuti con i mezzi pubbliciSì
Apprendistato: recesso del datore al termine della formazioneSì
Dimissioni volontarieNo
Fine del contratto a termineNo (il ticket riguarda solo il tempo indeterminato)
Risoluzione consensuale in sede sindacale o ex art. 410 c.p.c.No
Cambio d’appalto con riassunzione per clausola sociale del CCNLNo
Edilizia, per completamento delle attività e chiusura del cantiereNo
Dipendente già pensionato, o con pensione che decorre dal giorno dopoNo
Art. 2, commi 31-34, L. 92/2012 e circolare INPS n. 40 del 19 marzo 2020, che elenca i casi con i codici Uniemens. L’esenzione per il cambio d’appalto cade se il licenziamento è dichiarato illegittimo; quella edile non vale se il lavoratore poteva essere spostato su un altro cantiere.

04Licenziamenti collettivi: fino a sei volte di più

36 mesi di anzianità, cessazione nel 2026Con accordo sindacaleSenza accordo
Azienda non soggetta alla CIGS1.949,18 €5.847,54 € (× 3)
Azienda soggetta alla CIGS (aliquota 82%)3.898,36 €11.695,09 € (× 3)
Senza accordo sindacale sulla dichiarazione di eccedenza il ticket si moltiplica per tre (art. 2, comma 35, L. 92/2012). Per le aziende soggette alla cassa integrazione straordinaria, nei licenziamenti collettivi l’aliquota è dell’82% invece del 41% dal 2018 (L. 205/2017, art. 1, comma 137; messaggio INPS 594/2018). Gli importi sono per ciascun lavoratore.

05Il versamento e il conto prima di decidere

Il ticket si paga in un’unica soluzione, senza rate, entro il termine di versamento della denuncia contributiva successiva a quella del mese di cessazione: in pratica entro il 16 del secondo mese dopo. Nell’esempio dell’INPS, per un licenziamento del 4 maggio si paga con la denuncia di giugno, entro il 16 luglio. Passa per il flusso Uniemens e l’F24 come gli altri contributi: il consulente lo inserisce nell’elaborazione del mese. Un ritardo segue le regole ordinarie delle omissioni contributive.

  1. 1

    Prima di decidere, fai il conto

    Anzianità degli ultimi tre anni, massimale dell’anno di cessazione, eventuale moltiplicatore. Il ticket si somma a preavviso, TFR, ratei e ferie non godute.

  2. 2

    Scegli la strada giusta

    Una risoluzione in sede sindacale non ha ticket, una conciliazione all’Ispettorato sì. Non è una scelta da fare per risparmiare 600 €: è una scelta di tutele, e il consulente o il legale la valutano sul caso.

  3. 3

    Comunica la cessazione entro 5 giorni

    L’UNILAV di cessazione parte entro cinque giorni; la motivazione indicata deve coincidere con quella del flusso Uniemens.

  4. 4

    Metti la scadenza in agenda

    Il 16 del secondo mese successivo, con l’importo già calcolato, così non scopri il ticket nel cedolino del mese dopo.

Il ticket è una delle voci che si dimenticano quando si stima quanto costa chiudere un rapporto. Per il costo di un dipendente mentre lavora c’è il calcolo del costo di un dipendente; per tutto quello che va fatto quando una persona esce, la lista nella guida all’uscita di un dipendente. In Omega People data di assunzione, proroghe e trasformazioni stanno nello storico del contratto: i mesi di anzianità degli ultimi tre anni si leggono lì, senza ricostruirli dalle buste paga.

Con Omega

L’anzianità già contata quando serve

  • Lo storico del contratto tiene assunzione, proroghe, trasformazioni e cessazione con le loro date: i mesi degli ultimi tre anni non si ricostruiscono dalle buste paga.
  • La lista di uscita tiene insieme preavviso, ferie residue, dotazioni da restituire e documenti da consegnare, così il ticket non è l’unica voce di cui ci si ricorda.
  • Il simulatore del costo del lavoro mette il costo di una persona accanto a quello di un’alternativa, prima di decidere.
  • Il versamento lo calcola e lo inserisce il consulente nel suo software paghe: il gestionale gli passa date e dati, non elabora il contributo.

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Dubbi

Domande frequenti

Quanto è il ticket di licenziamento nel 2026?
649,73 € per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni, pari al 41% del massimale NASpI 2026 di 1.584,70 €. Il massimo, dopo 36 mesi, è di circa 1.949 €. Per anzianità inferiori si calcola in proporzione ai mesi, circa 54,14 € al mese.
Il ticket di licenziamento si paga per le dimissioni?
Non per le dimissioni volontarie. Si paga invece per le dimissioni per giusta causa e per quelle rassegnate durante il periodo tutelato di maternità, perché danno diritto alla NASpI.
Il ticket è dovuto per un part-time?
Sì, e nella stessa misura del tempo pieno: l’importo dipende solo dall’anzianità e dal massimale NASpI dell’anno, non dallo stipendio né dall’orario.
Si paga il ticket se il lavoratore non chiede la NASpI?
Sì. Conta che la cessazione rientri fra quelle che darebbero diritto alla NASpI, non che il lavoratore la chieda o la ottenga davvero.
Entro quando si versa il ticket di licenziamento?
In un’unica soluzione, con la denuncia contributiva del mese successivo a quello di cessazione: entro il 16 del secondo mese dopo il licenziamento. Per una cessazione di agosto, entro il 16 ottobre.

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