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Norme e obblighi

Permessi legge 104: chi ne ha diritto, quanti sono, come si gestiscono

Il permesso 104 non è una concessione dell’azienda: è un diritto, con requisiti precisi e una documentazione che deve stare in ordine. La discrezionalità del datore riguarda l’organizzazione, non il sì o il no.

6 minuti di lettura Aggiornata al 4 agosto 2026

In breve

  • Tre giorni al mese, retribuiti e coperti da contribuzione figurativa, frazionabili in ore secondo le indicazioni INPS.
  • Il referente unico è stato superato: più aventi diritto possono alternarsi nell’assistenza alla stessa persona, senza moltiplicare il monte giorni.
  • L’azienda può chiedere una programmazione, ma non può negare il permesso né pretendere di conoscere la diagnosi.

I permessi della legge 104/1992 sono l’istituto su cui si litiga di più in azienda, quasi sempre per un equivoco: il datore di lavoro crede di doverli «autorizzare», il lavoratore crede di poterli usare senza alcun preavviso. Nessuna delle due letture è corretta.

Il permesso spetta per legge quando ci sono i requisiti, e l’INPS lo riconosce con un provvedimento di accoglimento. All’azienda restano due compiti concreti: organizzare il lavoro sapendo che quei giorni arriveranno, e conservare una traccia ordinata di quanto è stato fruito. Il resto — la valutazione della disabilità, il diritto in sé — non passa da lei.

01A chi spettano

Il diritto riguarda il lavoratore con disabilità grave riconosciuta e chi assiste un familiare in quella condizione: coniuge o parte dell’unione civile, convivente di fatto, parenti e affini entro il secondo grado; entro il terzo grado quando i genitori o il coniuge della persona assistita hanno più di sessantacinque anni, sono affetti da patologie invalidanti, sono mancanti o deceduti.

IstitutoQuantoChi lo riconosce
Permessi mensiliTre giorni al mese, anche frazionati in oreINPS su domanda, con provvedimento
Permessi orari per genitori di figli sotto i tre anniAlternativa ai tre giorni, secondo l’orarioINPS
Prolungamento del congedo parentaleFino a tre anni complessivi entro il dodicesimo anno del figlioINPS
Congedo straordinarioFino a due anni nella vita lavorativa, retribuito entro un massimaleINPS
Dieci ore annue aggiuntive (Legge 106/2025)Per patologie oncologiche, croniche o invalidanti con invalidità dal 74%Su richiesta, con la documentazione prevista
Il quadro degli istituti collegati alla disabilità grave: sono diversi fra loro e non si sommano liberamente.

02Come si chiedono e come si programmano

  1. 1

    Il lavoratore presenta domanda all’INPS

    Con il verbale di riconoscimento della disabilità grave. L’azienda non entra in questa fase.

  2. 2

    Consegna all’azienda il provvedimento di accoglimento

    È il documento che apre il diritto: va conservato nel fascicolo della persona.

  3. 3

    Si concorda una programmazione di massima

    La giurisprudenza ammette che l’azienda chieda una programmazione compatibile con l’organizzazione, purché non svuoti il diritto.

  4. 4

    Le assenze si registrano con la causale giusta

    Permesso 104 a giornata o a ore: la causale sbagliata in busta paga è l’errore più frequente.

  5. 5

    Il residuo del mese resta visibile

    I giorni non goduti non si trasferiscono al mese successivo: chi li ha in scadenza va avvisato.

03Cosa succede in busta paga e nei conti

  • Il permesso è retribuito e coperto da contribuzione figurativa: la persona non perde nulla e l’anzianità matura.
  • L’indennità è anticipata dal datore di lavoro e conguagliata con l’INPS, salvo i casi in cui è pagata direttamente dall’Istituto.
  • I giorni di permesso non riducono le ferie, e in linea generale non incidono su tredicesima e TFR: le regole di dettaglio le fissa il contratto collettivo.
  • Per il part-time verticale i tre giorni vanno riproporzionati secondo le indicazioni dell’INPS.
  • Le ore fruite vanno registrate distintamente dalle altre assenze: in un controllo, un permesso 104 confuso con un permesso ordinario è un rilievo.

Ore di permesso mensile (part-time verticale) = (3 × ore medie giornaliere) × (giorni lavorati ÷ giorni lavorabili)

Il criterio esatto lo dà la circolare INPS di riferimento: il punto è che il riproporzionamento va fatto, non lasciato a occhio.

04Come si organizza il lavoro attorno ai permessi

Un’azienda con tre o quattro persone che fruiscono di permessi assistiti ha, di fatto, un dipendente in meno ogni mese. Il modo di reggerlo non è irrigidire le concessioni — non si può — ma sapere in anticipo dove cadono le assenze.

La gestione che regge a un controllo e a una discussione

  • Provvedimento INPS agli atti, per ogni persona che fruisce dei permessi.
  • Programmazione di massima raccolta a inizio mese, dove l’organizzazione lo richiede.
  • Registrazione della fruizione a giorni e a ore, distinta dalle altre assenze.
  • Copertura del turno decisa prima, non il giorno stesso.
  • Nessuna traccia della fruizione nelle valutazioni professionali.

Con Omega

Assenze tutelate registrate come tali

  • Causali distinte per permesso 104 a giorni e a ore, separate dai permessi ordinari.
  • Documento di accoglimento INPS nel fascicolo della persona, con la sua scadenza.
  • Residuo del mese sotto gli occhi di chi approva, prima di dire di sì a un altro turno scoperto.
  • Riepilogo mensile che coincide con quello che va al consulente del lavoro.

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Dubbi

Domande frequenti

Il datore di lavoro può negare un permesso 104?
No, il diritto è riconosciuto dall’INPS. Può chiedere una programmazione compatibile con l’organizzazione del lavoro, quando le esigenze aziendali lo giustificano e senza che questo svuoti il diritto, ma non può negare la fruizione né imporre di spostarla a piacimento.
Serve un preavviso per usare i permessi?
La legge non fissa un termine. La programmazione concordata è ammessa e ragionevole; nei casi di necessità improvvisa il permesso va comunque riconosciuto, perché l’assistenza non è programmabile in tutto.
Due figli possono usare i permessi per lo stesso genitore?
Sì, alternandosi: il referente unico è stato superato dal D.Lgs. 105/2022. Il totale resta di tre giorni al mese per la persona assistita, e nella stessa giornata il fruitore è uno solo.
I permessi non goduti si accumulano?
No. I tre giorni sono mensili e non si trasferiscono al mese successivo, salvo le limitate ipotesi di cumulo previste dalle indicazioni INPS per specifiche situazioni.

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