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Norme e obblighi

Maternità, paternità e congedo parentale: come funzionano

Sono istituti diversi con regole diverse che vengono chiamati tutti «maternità». Distinguerli è il primo passo per non sbagliare né i conteggi né le risposte.

7 minuti di lettura Aggiornata al 20 settembre 2026

In breve

  • Il congedo di paternità obbligatorio è di 10 giorni lavorativi, indennizzati al 100% e non frazionabili a ore.
  • Nel 2026 tre mesi di congedo parentale sono indennizzati all’80%, ma solo se fruiti entro il sesto anno di vita del figlio; gli altri mesi restano al 30%.
  • Dal 2026 il congedo parentale può essere fruito fino al quattordicesimo anno di vita del figlio.

La materia della genitorialità è quella in cui le norme sono cambiate più spesso negli ultimi anni, quasi sempre in senso ampliativo. Il risultato è che molte aziende — e molti lavoratori — applicano regole superate, con due effetti opposti e ugualmente problematici: chi nega un diritto che ora esiste, e chi concede sulla base di condizioni che sono cambiate.

Gli istituti sono distinti e vanno tenuti separati: il congedo di maternità, quello di paternità obbligatorio, il congedo parentale, i riposi giornalieri e i congedi per malattia del figlio hanno presupposti, durate e indennità proprie.

01I congedi obbligatori

IstitutoDurataIndennità
Congedo di maternitàCinque mesi complessivi, con flessibilità nella collocazione rispetto al parto secondo i casi previsti80% della retribuzione a carico INPS, spesso integrato dal contratto collettivo
Congedo di paternità obbligatorio10 giorni lavorativi, non frazionabili a ore100% della retribuzione, a carico INPS
Congedo di paternità alternativoNei casi previsti, in sostituzione della madreSecondo la disciplina applicabile

Il congedo di paternità obbligatorio spetta al padre lavoratore dipendente ed è un diritto autonomo: non dipende dalla situazione della madre e si aggiunge al congedo di maternità, non lo sostituisce. Può essere fruito dai due mesi precedenti la data presunta del parto fino ai cinque mesi successivi alla nascita, anche in modo non continuativo.

02Il congedo parentale e le sue percentuali

Il congedo parentale è il periodo facoltativo di astensione che i genitori possono utilizzare dopo i congedi obbligatori: al massimo dieci mesi complessivi fra i due (undici se il padre ne usa almeno tre), di cui tre non trasferibili per ciascun genitore. La sua disciplina economica è cambiata tre volte in tre anni, e la parte che conta oggi è il cumulo dei tre mesi all’80%, che spetta ai genitori in alternativa fra loro e solo entro il sesto anno di vita del bambino.

PeriodoIndennità nel 2026Entro quando
Tre mesi elevati all’80%, in alternativa fra i genitori80% della retribuzioneEntro il sesto anno di vita del figlio
I restanti mesi della quota non trasferibile di ciascun genitore30% della retribuzioneFino al quattordicesimo anno
Ulteriori tre mesi in alternativa fra i genitori30% della retribuzioneFino al quattordicesimo anno
Mesi oltre quelli indennizzati30% solo se il reddito individuale è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensioneFino al quattordicesimo anno
Art. 34 del D.Lgs. 151/2001 nel testo vigente. Attenzione: i tre mesi all’80% valgono solo fino al sesto anno del bambino — dopo, l’indennità torna al 30%. Le percentuali sono state modificate da tre leggi di bilancio di fila: vanno riverificate ogni gennaio.
  • Dal 2026 il congedo parentale può essere fruito fino al quattordicesimo anno di vita del figlio, elevato rispetto ai dodici anni previsti in precedenza.
  • La durata: sei mesi per ciascun genitore (sette per il padre se supera i tre mesi), massimo dieci mesi complessivi, elevati a undici se il padre ne fruisce per almeno tre; undici mesi se il genitore è uno solo (art. 32 D.Lgs. 151/2001).
  • Può essere fruito in modo continuativo o frazionato, anche a ore, secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva applicata.
  • La domanda va presentata all’INPS in via telematica e comunicata al datore di lavoro con il preavviso previsto.
  • I periodi di congedo parentale sono coperti da contribuzione figurativa secondo le regole applicabili.

03Riposi, malattia del figlio e permessi

  • Riposi giornalieri per allattamento: spettano nel primo anno di vita del bambino, con durata variabile secondo l’orario giornaliero e raddoppiati in caso di parto plurimo.
  • Congedo per malattia del figlio: fruibile secondo l’età del bambino, con limiti di durata e regimi di indennizzo differenziati per fascia d’età.
  • Permessi per visite mediche prenatali: retribuiti, per il tempo necessario, con documentazione giustificativa.
  • Divieto di licenziamento: opera dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino, con le eccezioni tassative previste.
  • Dimissioni nei periodi di tutela: richiedono la convalida presso l’Ispettorato territoriale del lavoro.
  • Divieto di adibizione a lavori pericolosi: la valutazione dei rischi deve prevedere le misure per le lavoratrici in gravidanza e nel periodo successivo.

Gli adempimenti dell’azienda

  • Ricevere e protocollare la comunicazione dello stato di gravidanza e la documentazione.
  • Verificare la valutazione dei rischi per la mansione e adottare le misure previste.
  • Gestire l’anticipazione dell’indennità secondo le modalità applicabili e i conguagli.
  • Rispettare il divieto di licenziamento nei periodi tutelati.
  • Consentire il rientro alla stessa mansione o a mansioni equivalenti.
  • Aggiornare i conteggi di ferie e ratei, che maturano secondo le regole proprie di ciascun istituto.

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  • Ogni tipo di assenza con la sua regola: obbligatori, parentali, permessi, riposi.
  • Periodi di tutela segnalati, per non sbagliare decisioni che non si possono prendere.
  • Residui e maturazioni aggiornati durante i periodi di congedo.
  • Documentazione allegata alla persona, con le date di decorrenza.

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Dubbi

Domande frequenti

Quanti giorni di congedo di paternità obbligatorio spettano?
Dieci giorni lavorativi, non frazionabili a ore e fruibili anche in modo non continuativo, dai due mesi precedenti la data presunta del parto fino ai cinque mesi successivi alla nascita. Sono indennizzati al 100% della retribuzione a carico dell’INPS.
Quanto è pagato il congedo parentale nel 2026?
Tre mesi all’80% della retribuzione, in alternativa fra i genitori e solo entro il sesto anno di vita del figlio; gli altri mesi della quota indennizzata sono al 30% fino al quattordicesimo anno. Oltre i periodi indennizzati, il 30% spetta solo se il reddito individuale è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione (art. 34 D.Lgs. 151/2001).
Fino a che età del figlio si può usare il congedo parentale?
Dal 2026 fino al compimento del quattordicesimo anno di vita del figlio, elevato rispetto al limite dei dodici anni previsto in precedenza.
Il congedo parentale incide su ferie e tredicesima?
Gli effetti sulla maturazione dei singoli istituti dipendono dalla normativa e dal contratto collettivo applicato, che possono prevedere trattamenti differenziati fra periodi di congedo obbligatorio e facoltativo. È un punto da verificare sul contratto applicato prima di elaborare i conteggi.

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