In breve
- Il certificato è trasmesso telematicamente dal medico: al datore di lavoro serve il numero di protocollo, non il documento.
- Le fasce di reperibilità sono diverse fra settore privato e settore pubblico.
- Il comporto è il periodo oltre il quale il rapporto può essere risolto: si conta secondo il contratto collettivo applicato.
La malattia è l’assenza più frequente e quella gestita con più incertezza, perché mette insieme tre soggetti con obblighi diversi: il medico che certifica, il lavoratore che comunica e resta reperibile, e l’azienda che conteggia e integra. Quando qualcosa non funziona è quasi sempre perché uno dei tre ha fatto la parte di un altro.
La digitalizzazione ha semplificato il flusso — il certificato viaggia in via telematica — ma ha lasciato in piedi gli obblighi di comunicazione e di reperibilità, che restano in capo al lavoratore e la cui violazione ha conseguenze economiche precise.
01Il certificato e la comunicazione
- 1
Il lavoratore si rivolge al medico
Il medico redige il certificato e lo trasmette telematicamente all’INPS, che lo rende disponibile al datore di lavoro.
- 2
Il lavoratore comunica l’assenza all’azienda
Secondo le modalità e i tempi previsti dal contratto collettivo applicato: è un obbligo autonomo rispetto al certificato.
- 3
Comunica il numero di protocollo
È il riferimento con cui l’azienda recupera il certificato. Il datore di lavoro non ha diritto di conoscere la diagnosi.
- 4
L’azienda consulta l’attestato
Attraverso i servizi telematici INPS: vede la prognosi, non la patologia.
- 5
Gestisci prosecuzioni e ricadute
La continuazione della malattia richiede un nuovo certificato: la distinzione fra prosecuzione e nuovo evento incide sui conteggi.
- 6
Registra l’assenza
Nel Libro Unico del Lavoro e nei conteggi di comporto e di maturazione degli istituti.
02Le fasce di reperibilità
| Settore | Mattino | Pomeriggio |
|---|---|---|
| Privato | 10:00 – 12:00 | 17:00 – 19:00 |
| Pubblico | 09:00 – 13:00 | 15:00 – 18:00 |
- Il lavoratore deve essere reperibile all’indirizzo comunicato, che può essere diverso dalla residenza: le variazioni vanno comunicate.
- Sono previste esclusioni dall’obbligo per determinate patologie e situazioni individuate dalla normativa.
- L’assenza alla visita deve essere giustificata: la giustificazione va prodotta nei termini previsti.
- L’assenza ingiustificata comporta decurtazioni dell’indennità secondo un meccanismo progressivo legato al numero di violazioni.
- Il lavoratore può uscire dalle fasce per motivi indifferibili, purché documentabili: una visita specialistica, un accertamento.
- La visita può essere richiesta dal datore di lavoro o disposta d’ufficio.
03Il periodo di comporto
Il comporto è il periodo durante il quale il lavoratore assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto. La sua durata è stabilita dal contratto collettivo applicato e varia in base all’anzianità e all’inquadramento. Superato quel periodo, il datore di lavoro può recedere dal rapporto.
- Il comporto può essere secco — un unico periodo continuativo — oppure per sommatoria, calcolato su più episodi in un arco temporale definito.
- Il conteggio dei giorni segue le regole del contratto applicato: quali giorni si computano, come si trattano festivi e non lavorativi.
- Alcune assenze sono escluse dal computo: ricoveri, terapie salvavita e altre fattispecie individuate dalla normativa o dal contratto.
- Il licenziamento per superamento del comporto richiede che il periodo sia effettivamente decorso: intimarlo prima lo rende illegittimo.
- Il lavoratore può chiedere aspettativa non retribuita, dove prevista, per non consumare il comporto: la richiesta va valutata secondo il contratto.
- Il datore di lavoro ha un onere di tempestività: attendere troppo dopo il superamento può far ritenere tollerata la prosecuzione.
Con Omega
Assenze contate mentre accadono
- Giorni di malattia registrati per persona, con il conteggio del comporto aggiornato.
- Protocolli dei certificati archiviati senza dati sanitari che non ti competono.
- Avviso all’avvicinarsi della soglia di comporto, con il tempo di decidere.
- Storico delle assenze pronto quando serve dimostrarlo.


