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Norme e obblighi

Malattia: certificato, fasce di reperibilità e comporto

Il certificato lo manda il medico, le fasce le rispetta il lavoratore, il comporto lo conta l’azienda. Ognuno sbaglia la parte dell’altro.

5 minuti di lettura Aggiornata al 3 agosto 2026

In breve

  • Il certificato è trasmesso telematicamente dal medico: al datore di lavoro serve il numero di protocollo, non il documento.
  • Le fasce di reperibilità sono diverse fra settore privato e settore pubblico.
  • Il comporto è il periodo oltre il quale il rapporto può essere risolto: si conta secondo il contratto collettivo applicato.

La malattia è l’assenza più frequente e quella gestita con più incertezza, perché mette insieme tre soggetti con obblighi diversi: il medico che certifica, il lavoratore che comunica e resta reperibile, e l’azienda che conteggia e integra. Quando qualcosa non funziona è quasi sempre perché uno dei tre ha fatto la parte di un altro.

La digitalizzazione ha semplificato il flusso — il certificato viaggia in via telematica — ma ha lasciato in piedi gli obblighi di comunicazione e di reperibilità, che restano in capo al lavoratore e la cui violazione ha conseguenze economiche precise.

01Il certificato e la comunicazione

  1. 1

    Il lavoratore si rivolge al medico

    Il medico redige il certificato e lo trasmette telematicamente all’INPS, che lo rende disponibile al datore di lavoro.

  2. 2

    Il lavoratore comunica l’assenza all’azienda

    Secondo le modalità e i tempi previsti dal contratto collettivo applicato: è un obbligo autonomo rispetto al certificato.

  3. 3

    Comunica il numero di protocollo

    È il riferimento con cui l’azienda recupera il certificato. Il datore di lavoro non ha diritto di conoscere la diagnosi.

  4. 4

    L’azienda consulta l’attestato

    Attraverso i servizi telematici INPS: vede la prognosi, non la patologia.

  5. 5

    Gestisci prosecuzioni e ricadute

    La continuazione della malattia richiede un nuovo certificato: la distinzione fra prosecuzione e nuovo evento incide sui conteggi.

  6. 6

    Registra l’assenza

    Nel Libro Unico del Lavoro e nei conteggi di comporto e di maturazione degli istituti.

02Le fasce di reperibilità

SettoreMattinoPomeriggio
Privato10:00 – 12:0017:00 – 19:00
Pubblico09:00 – 13:0015:00 – 18:00
Le fasce si applicano tutti i giorni, compresi domenica e festivi, per l’intera durata della prognosi.
  • Il lavoratore deve essere reperibile all’indirizzo comunicato, che può essere diverso dalla residenza: le variazioni vanno comunicate.
  • Sono previste esclusioni dall’obbligo per determinate patologie e situazioni individuate dalla normativa.
  • L’assenza alla visita deve essere giustificata: la giustificazione va prodotta nei termini previsti.
  • L’assenza ingiustificata comporta decurtazioni dell’indennità secondo un meccanismo progressivo legato al numero di violazioni.
  • Il lavoratore può uscire dalle fasce per motivi indifferibili, purché documentabili: una visita specialistica, un accertamento.
  • La visita può essere richiesta dal datore di lavoro o disposta d’ufficio.

03Il periodo di comporto

Il comporto è il periodo durante il quale il lavoratore assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto. La sua durata è stabilita dal contratto collettivo applicato e varia in base all’anzianità e all’inquadramento. Superato quel periodo, il datore di lavoro può recedere dal rapporto.

  • Il comporto può essere secco — un unico periodo continuativo — oppure per sommatoria, calcolato su più episodi in un arco temporale definito.
  • Il conteggio dei giorni segue le regole del contratto applicato: quali giorni si computano, come si trattano festivi e non lavorativi.
  • Alcune assenze sono escluse dal computo: ricoveri, terapie salvavita e altre fattispecie individuate dalla normativa o dal contratto.
  • Il licenziamento per superamento del comporto richiede che il periodo sia effettivamente decorso: intimarlo prima lo rende illegittimo.
  • Il lavoratore può chiedere aspettativa non retribuita, dove prevista, per non consumare il comporto: la richiesta va valutata secondo il contratto.
  • Il datore di lavoro ha un onere di tempestività: attendere troppo dopo il superamento può far ritenere tollerata la prosecuzione.

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Dubbi

Domande frequenti

Quali sono le fasce di reperibilità per le visite fiscali?
Per il settore privato dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00; per il settore pubblico dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00. Valgono tutti i giorni, compresi i festivi, per l’intera durata della prognosi.
Cosa succede se il lavoratore è assente alla visita fiscale?
Se l’assenza non è giustificata si applicano decurtazioni dell’indennità di malattia secondo un meccanismo progressivo legato al numero di violazioni. La giustificazione va prodotta nei termini previsti e deve riguardare un motivo idoneo.
Il datore di lavoro può conoscere la diagnosi?
No. Ha diritto di conoscere la prognosi, cioè la durata prevista dell’assenza. La diagnosi è un dato relativo alla salute e non può essere richiesta né conservata dall’azienda in assenza di una base giuridica specifica.
Quanto dura il periodo di comporto?
Non esiste una durata unica: è stabilita dal contratto collettivo applicato e varia con l’anzianità e l’inquadramento, con modalità di calcolo che possono essere a periodo secco o per sommatoria. Il riferimento è sempre il testo del contratto applicato.

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