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Norme e obblighi

Obbligo di rilevazione presenze: cosa devono fare le aziende

Non esiste una norma che imponga la timbratrice. Esiste l’obbligo di scrivere, per ogni dipendente e per ogni giorno, quante ore ha lavorato: da lì nasce tutto il resto, sanzioni comprese.

13 minuti di lettura Aggiornata al 20 settembre 2026

In breve

  • L’obbligo non è il badge: è il calendario delle presenze del Libro Unico del Lavoro, che va compilato entro la fine del mese successivo (art. 39 DL 112/2008).
  • Vale dal primo dipendente, in qualunque settore e con qualunque orario: part-time, intermittenti, lavoro agile compresi.
  • L’omessa o infedele registrazione delle ore costa da 150 a 1.500 euro, e da 1.000 a 6.000 se riguarda più di dieci lavoratori o più di dodici mesi.

«Siamo obbligati a far timbrare?» è la domanda con cui comincia quasi sempre. La risposta è che nessuna norma italiana impone un orologio marcatempo, un badge o un’applicazione: impone di **sapere e scrivere** quante ore ha lavorato ogni persona, giorno per giorno, e di tenere quel dato a disposizione di chi controlla. Lo strumento è una scelta dell’azienda; il dato non lo è.

Questa guida mette insieme le tre fonti che generano l’obbligo — il Libro Unico del Lavoro, la disciplina dell’orario di lavoro e le regole sul controllo a distanza — dice quali strumenti sono ammessi, quanto costano gli errori e cosa cambia nei cantieri.

01C’è davvero un obbligo di rilevare le presenze?

Sì, e sta scritto in un posto che quasi nessuno cita: l’articolo 39 del DL 112/2008, quello che istituisce il Libro Unico del Lavoro. Fra le cose che il LUL deve contenere c’è il calendario delle presenze, «da cui risulti, per ogni giorno, il numero di ore di lavoro effettuate da ciascun lavoratore subordinato», con indicazione separata delle ore di straordinario, delle assenze non retribuite e delle ferie. Per compilarlo serve una rilevazione: come la si ottiene è affare dell’azienda.

FonteCosa imponePerché ti riguarda
Art. 39 DL 112/2008 e DM 9 luglio 2008 (Libro Unico del Lavoro)Calendario giornaliero delle ore lavorate, straordinari, assenze e ferie per ogni lavoratore subordinato; compilazione entro la fine del mese successivoÈ l’obbligo vero e proprio: il documento che l’ispettore chiede per primo
D.Lgs. 66/2003 (orario di lavoro)Media di 48 ore settimanali, 11 ore di riposo giornaliero, riposo settimanale, pause, limiti del lavoro notturnoSono limiti che non puoi dimostrare di rispettare senza le ore rilevate
Art. 4 L. 300/1970 (Statuto dei lavoratori)Come puoi rilevare: gli strumenti «di registrazione degli accessi e delle presenze» sono esclusi dall’accordo sindacaleDistingue un sistema di timbratura da un sistema di controllo
CGUE 14 maggio 2019, C-55/18 (CCOO / Deutsche Bank)Gli Stati devono imporre un sistema «oggettivo, affidabile e accessibile» di misurazione dell’orario giornalieroÈ il motivo per cui la ricostruzione a memoria non regge più in giudizio
CCNL applicatoRegole su flessibilità, arrotondamenti, pause, timbrature dimenticateSpesso dice più della legge: è il primo testo da leggere

02Chi è obbligato e per quali lavoratori

  • Tutti i datori di lavoro privati, dal primo dipendente: non c’è soglia dimensionale, non c’è esenzione per le microimprese. Sono esclusi i datori di lavoro domestici.
  • Part-time: le ore vanno rilevate come per gli altri, e nel contratto devono essere indicate durata e collocazione della prestazione; le variazioni (clausole elastiche) si documentano.
  • Lavoro intermittente: oltre alla rilevazione serve la comunicazione preventiva della chiamata all’Ispettorato prima dell’inizio della prestazione. È uno dei controlli più semplici e più redditizi per chi ispeziona.
  • Lavoro agile: l’accordo individuale definisce i tempi di lavoro e di riposo, ma le giornate e l’assenza di prestazione oltre i limiti vanno comunque documentate.
  • Somministrati: le presenze le rileva chi utilizza la prestazione, perché è lì che si svolge; il LUL è dell’agenzia.
  • Trasfertisti, cantieri, squadre esterne: la rilevazione deve funzionare dove si lavora, non dove sta l’ufficio del personale.
  • Apprendisti e tirocinanti: gli apprendisti sono lavoratori subordinati e stanno nel LUL; per i tirocinanti il registro presenze è richiesto dalla convenzione e dalla disciplina regionale.

03Quanto costa non farlo

ViolazioneImportoRiferimento
Omessa o infedele registrazione sul LUL con effetti su retribuzione, contributi o imposteda 150 a 1.500 €art. 39 c. 7 DL 112/2008
… se riguarda più di 5 lavoratori o più di 6 mesida 500 a 3.000 €art. 39 c. 7
… se riguarda più di 10 lavoratori o più di 12 mesida 1.000 a 6.000 €art. 39 c. 7
Mancata istituzione del LULda 500 a 2.500 €art. 39 c. 7
Mancata esibizione agli organi di vigilanzada 200 a 2.000 €art. 39 c. 7
Mancata conservazione per cinque annida 100 a 600 €art. 39 c. 7
Superamento della media di 48 ore settimanali o mancato riposo settimanaleda 200 a 1.500 €; da 800 a 3.000 € oltre 5 lavoratori o 3 periodi; da 2.000 a 10.000 € oltre 10 lavoratori o 5 periodiart. 18-bis c. 3 D.Lgs. 66/2003, importi raddoppiati dal DL 145/2013
Mancato riposo giornaliero di 11 oreda 100 a 300 €; da 600 a 2.000 € oltre 5 lavoratori o 3 periodi; da 1.800 a 3.000 € oltre 10 lavoratori o 5 periodiart. 18-bis c. 4 D.Lgs. 66/2003, importi raddoppiati
Le sanzioni del LUL sono amministrative e si cumulano con il recupero di contributi e imposte sulle somme non registrate.

Il caso tipico non è l’azienda senza presenze: è l’azienda che le tiene e paga fuori busta una parte delle ore. Otto persone, sette mesi di straordinari non registrati: si entra nella fascia da 500 a 3.000 euro per l’infedele registrazione, si aggiungono contributi e imposte sulle somme riprese, e in cantiere si perdono crediti della patente a crediti. La rilevazione, in quel caso, non è il problema: è la prova.

04Quali strumenti sono ammessi

L’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori dice due cose che insieme risolvono il novanta per cento dei dubbi: gli impianti da cui derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività richiedono accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato; non lo richiedono gli strumenti «di registrazione degli accessi e delle presenze» e quelli usati dal lavoratore per rendere la prestazione. Un sistema di timbratura che registra entrata e uscita sta nella seconda categoria; se comincia a tracciare dove si trova la persona durante il turno, esce.

StrumentoServe un accordo?Il punto debole
Foglio firma cartaceoNoCompilato a posteriori non prova nulla; illeggibile dopo sei mesi
Orologio marcatempo o badge all’ingressoNo, se si limita ad accessi e presenzeTimbrature «di cortesia» fra colleghi; nessuna prova di chi ha passato il badge
Tablet o totem in sede con codice QR che cambiaNoVa presidiato il caso del telefono personale non disponibile
Applicazione sul telefono con posizione solo all’atto della timbraturaNo se la posizione è puntuale e dichiarata; sì se diventa tracciamentoInformativa e raggio dalla sede vanno scritti prima, non dopo
Localizzazione continua dei veicoli o delle personeSì: accordo o autorizzazione, più valutazione d’impattoFinalità diverse dalla presenza (sicurezza, logistica) da tenere separate
Impronta digitale o riconoscimento del voltoNon basta l’accordo: manca la base giuridicaIl Garante ha sanzionato più volte questa scelta

05Cantieri e appalti: la regola in più

  • Nei cantieri e nelle attività in appalto o subappalto ogni lavoratore deve essere munito di tessera di riconoscimento con fotografia, generalità e datore di lavoro (art. 18 c. 1 lett. u e art. 26 c. 8 D.Lgs. 81/2008; art. 5 L. 136/2010 aggiunge data di assunzione e autorizzazione al subappalto). La sanzione base va da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore, e il lavoratore che non la espone risponde in proprio.
  • Il badge di cantiere introdotto dal DL 159/2025 (convertito dalla L. 198/2025) aggiunge un codice univoco anticontraffazione e la versione digitale interoperabile con la piattaforma SIISL: per i cantieri ordinari l’obbligo resta sospeso in attesa del decreto attuativo del Ministero del Lavoro, che l’Ispettorato ha ricordato nella circolare INL n. 1 del 23 febbraio 2026.
  • Dove la ricostruzione post-sisma 2016 lo ha anticipato (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) il badge con registrazione degli accessi è operativo dal 13 maggio 2026, per ordinanza del Commissario straordinario.
  • La registrazione degli ingressi in cantiere serve anche a un altro scopo: dimostrare chi c’era, quando arriva una verifica sulla regolarità dei subappaltatori o un infortunio.

06Dalla timbratura al cartellino, dal cartellino al LUL

La catena è questa: timbrature grezze → cartellino mensile con ore ordinarie, straordinarie e assenze → calendario del LUL e cedolino. Ogni passaggio deve essere ricostruibile a distanza di mesi, comprese le correzioni.

GiornoTimbratureOrdinarieStraordinarioNote
Lun 7/908:02 – 12:30 / 13:30 – 17:058:00Arrotondamento secondo CCNL
Mar 8/907:58 – 12:30 / 13:30 – 19:108:002:00Straordinario autorizzato
Mer 9/908:00 – 13:004:30Permesso retribuito 3:30
Gio 10/9— / —Malattia, certificato n. …
Ven 11/908:05 – 12:30 / 13:30 – 17:008:00Uscita anticipata 5 min recuperata
Sab 12/906:00 – 12:006:00Lavoro in giorno di riposo: maggiorazione CCNL
Il cartellino che regge a un controllo è quello in cui ogni ora ha una causale e ogni correzione ha un autore.

Gli errori che fanno cadere una rilevazione

  • Timbrature modificate a mano senza traccia di chi e quando: il dato diventa contestabile per intero.
  • Ore che non coincidono con il cedolino: è il primo confronto che fa l’ispettore.
  • Straordinari pagati come «rimborso» o fuori busta: infedele registrazione, con contributi e imposte da recuperare.
  • Pause non rilevate dove il CCNL le considera non retribuite (o il contrario).
  • Turni che passano la mezzanotte attribuiti al giorno sbagliato: falsano riposi e maggiorazioni.
  • Nessuna rilevazione per chi lavora fuori sede, «perché è sempre in giro».

07Informativa, accessi, conservazione

  1. 1

    Scrivi l’informativa prima di attivare il sistema

    Quali dati, per quale finalità, con quale base giuridica, per quanto tempo, chi li vede, cosa comporta il rifiuto. Senza informativa i dati non sono utilizzabili nemmeno se raccolti legittimamente (art. 4 c. 3 L. 300/1970).

  2. 2

    Verifica se ti serve un accordo

    Solo per gli impianti da cui derivi controllo a distanza: la timbratura in sé non lo richiede. Se la verifica dice sì, l’accordo o l’autorizzazione arrivano prima dell’installazione.

  3. 3

    Limita chi vede cosa

    Il responsabile di reparto vede la sua squadra; l’ufficio del personale vede tutti; nessun altro.

  4. 4

    Fissa un tempo di conservazione e rispettalo

    Il LUL si conserva cinque anni dall’ultima registrazione. Per le timbrature grezze molte aziende allineano la conservazione alla prescrizione dei crediti retributivi (cinque anni, art. 2948 c.c.): la scelta va motivata nell’informativa, «per sempre» non è una scelta.

  5. 5

    Tieni traccia delle correzioni

    Una timbratura dimenticata si corregge: deve restare visibile chi l’ha inserita, quando e perché.

  6. 6

    Non riusare i dati per altri fini

    Le presenze nascono per pagare e per dimostrare l’orario. Usarle per valutare la produttività è un’altra finalità, e va dichiarata prima.

Sulla parte propriamente di controllo — geolocalizzazione, videosorveglianza, posta elettronica, metadati — c’è la guida dedicata: controlli a distanza sui dipendenti.

Con Omega

Presenze che si tengono senza controllare le persone

  • Timbratura da telefono, da totem con codice QR che cambia o da badge, con la verifica della posizione solo nel momento della timbratura, entro il raggio della sede.
  • Correzioni sempre tracciate: chi ha modificato cosa, quando e perché, comprese quelle rifiutate.
  • Cartellino mensile con ore ordinarie, straordinari e assenze già divise per causale, e le anomalie in evidenza.
  • Ambito dei dati per responsabile: ognuno vede la sua squadra, non tutta l’azienda.
  • Esportazione per il consulente del lavoro nel tracciato del suo software paghe.

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Dubbi

Domande frequenti

La rilevazione delle presenze è obbligatoria per legge?
È obbligatorio registrare, per ogni lavoratore subordinato e per ogni giorno, le ore di lavoro effettuate: lo impone il calendario delle presenze del Libro Unico del Lavoro (art. 39 DL 112/2008), da compilare entro la fine del mese successivo. Non è obbligatorio un particolare strumento: badge, app, totem o foglio firma sono scelte aziendali.
Il badge è obbligatorio?
No. Nessuna norma impone il badge o la timbratrice. Nei cantieri e nelle attività in appalto è invece obbligatoria la tessera di riconoscimento con fotografia, che è una cosa diversa: serve a identificare chi lavora, non a contare le ore.
Un’azienda con due dipendenti deve rilevare le presenze?
Sì: l’obbligo non ha soglie dimensionali e vale dal primo dipendente. Cambia solo la fatica dello strumento — con due persone bastano un cartellino e un po’ di disciplina, con venti serve qualcosa che non dipenda dalla memoria.
Cosa rischio se non registro le ore?
Per l’omessa o infedele registrazione sul LUL la sanzione va da 150 a 1.500 euro, sale a 500-3.000 euro oltre cinque lavoratori o sei mesi e a 1.000-6.000 euro oltre dieci lavoratori o dodici mesi, oltre al recupero di contributi e imposte. Le violazioni sui limiti di orario e sui riposi hanno sanzioni proprie (art. 18-bis D.Lgs. 66/2003).
Posso far timbrare con l’impronta digitale o con il volto?
In pratica no: per la sola rilevazione presenze manca una norma che autorizzi il trattamento dei dati biometrici, e il consenso del dipendente non è una base valida. Il Garante ha sanzionato più volte questa scelta, con importi fino a 120.000 euro, indicando il badge come alternativa meno invasiva.
Posso usare un foglio Excel?
Sì, se le ore risultano giorno per giorno, sono attendibili e si conservano. Il limite non è giuridico ma pratico: un file compilato a fine mese a memoria non dimostra l’orario, non segnala il riposo di undici ore mancato e non tiene traccia delle correzioni. Il confronto lo fa la guida [Excel o software per ferie e presenze](/guide/excel-o-software-per-ferie-e-presenze).

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