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Conti e margini

Trasferte e rimborsi spese: cosa è esente e cosa no

Tre modi di rimborsare, tre trattamenti fiscali diversi, e un errore ricorrente: mescolarli nella stessa trasferta.

6 minuti di lettura Aggiornata al 20 settembre 2026

In breve

  • I tre sistemi di rimborso — analitico, forfetario, misto — non si possono combinare liberamente nella stessa trasferta.
  • La trasferta dentro il comune della sede di lavoro ha un trattamento meno favorevole di quella fuori comune.
  • Dal 2025 il rimborso di vitto, alloggio, viaggio e taxi sostenuti in Italia è esente e deducibile solo se la spesa è stata pagata in modo tracciabile.

La trasferta è una delle materie in cui le aziende sbagliano più spesso senza accorgersene, perché il rimborso sembra un’operazione neutra: restituisco al dipendente quello che ha speso, quindi non c’è reddito. Non è così. Il trattamento dipende da come si rimborsa, da dove si è svolta la trasferta e dalla documentazione raccolta.

La materia si è inoltre irrigidita sul fronte della tracciabilità: per una serie di spese l’esenzione in capo al lavoratore e la deducibilità in capo all’azienda sono subordinate all’uso di mezzi di pagamento tracciabili. Il contante, in questo ambito, è diventato un problema.

01I tre sistemi di rimborso

SistemaCome funzionaTrattamento
Analitico (a piè di lista)Si rimborsa quanto documentato dai giustificativiVitto, alloggio, viaggio e trasporto documentati non concorrono al reddito; le altre spese non documentabili sono esenti fino a 15,49 € al giorno in Italia e 25,82 € all’estero
ForfetarioSi riconosce un’indennità fissa giornalieraEsente fino a 46,48 € al giorno in Italia e 77,47 € all’estero, al netto delle spese di viaggio e trasporto
MistoIndennità più rimborso di vitto o alloggioIl limite dell’indennità scende di un terzo (30,99 € in Italia, 51,65 € all’estero) se si rimborsa vitto o alloggio, e di due terzi (15,49 € e 25,82 €) se si rimborsano entrambi

02Dentro o fuori il comune: cambia tutto

  • Trasferta fuori dal comune della sede di lavoro: è la fattispecie con il trattamento più favorevole, con l’indennità esente fino a 46,48 € al giorno (77,47 € all’estero) e i rimborsi documentati non imponibili (art. 51 c. 5 TUIR).
  • Trasferta nel territorio comunale della sede: i rimborsi concorrono di norma a formare il reddito, con l’eccezione delle spese di trasporto documentate da vettore.
  • Trasfertisti: chi per contratto lavora in luoghi sempre variabili ha una disciplina propria (art. 51 c. 6 TUIR): indennità e maggiorazioni concorrono al reddito al 50% del loro ammontare, anche se corrisposte con continuità.
  • Trasferimento: è cosa diversa dalla trasferta, perché comporta il mutamento definitivo della sede. L’indennità di trasferimento o di prima sistemazione non concorre al reddito per il 50%, entro 1.549,37 € l’anno in Italia e 4.648,11 € per l’estero (art. 51 c. 7 TUIR).

03La nota spese e la tracciabilità

  1. 1

    Autorizza la trasferta prima

    Con l’indicazione di destinazione, motivo, durata e sistema di rimborso applicato. È la base di tutto il resto.

  2. 2

    Raccogli i giustificativi originali

    Intestati o comunque riconducibili alla trasferta, con data coerente.

  3. 3

    Usa mezzi di pagamento tracciabili

    Per vitto, alloggio, viaggio e trasporto con taxi o NCC sostenuti in Italia la tracciabilità del pagamento è condizione della non imponibilità per il lavoratore e della deducibilità per l’azienda (art. 51 c. 5 TUIR, ultimo periodo). Le spese sostenute all’estero restano fuori da questo vincolo.

  4. 4

    Applica un solo sistema di rimborso

    Indicato nell’autorizzazione e coerente con quanto liquidato.

  5. 5

    Liquida in busta paga o con nota separata

    In entrambi i casi la somma va tracciata e ricondotta alla trasferta autorizzata.

  6. 6

    Conserva la documentazione

    Autorizzazione, nota spese, giustificativi e prova del pagamento devono stare insieme: separati non dimostrano nulla.

Rimborso chilometrico = Km percorsi × Costo chilometrico ACI per quel veicolo e alimentazione

Si applica quando il lavoratore usa il proprio veicolo. Servono modello del veicolo, percorrenza e tratta: un rimborso a forfait senza questi dati non regge in caso di verifica.

Cosa deve contenere una nota spese

  • Nome del lavoratore e periodo della trasferta.
  • Destinazione e motivo, coerenti con l’autorizzazione.
  • Elenco analitico delle spese, con data e importo.
  • Giustificativi allegati e numerati.
  • Per il chilometrico: tratta, chilometri, veicolo utilizzato.
  • Firma del lavoratore e approvazione del responsabile.
  • Indicazione del mezzo di pagamento usato per ciascuna spesa.

Con Omega

Trasferte autorizzate, documentate, liquidate

  • Autorizzazione, nota spese e giustificativi collegati alla stessa trasferta.
  • Sistema di rimborso indicato una volta e applicato con coerenza.
  • Spese in attesa di approvazione in un elenco, non in una casella di posta.
  • Riepiloghi per il consulente del lavoro pronti a fine mese.

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Dubbi

Domande frequenti

Quanto è esente l’indennità di trasferta?
Fino a 46,48 euro al giorno per le trasferte in Italia e 77,47 euro per quelle all’estero, purché fuori dal territorio comunale della sede di lavoro e al netto delle spese di viaggio e trasporto. Se si rimborsa anche il vitto o l’alloggio il limite scende di un terzo, se si rimborsano entrambi di due terzi. La parte eccedente concorre a formare il reddito.
Posso rimborsare le spese di trasferta pagate in contanti?
Puoi rimborsarle, ma per vitto, alloggio, viaggio e trasporto con taxi o NCC sostenuti in Italia il rimborso è esente e deducibile solo se la spesa è stata pagata con mezzi tracciabili. Per le spese sostenute all’estero il vincolo non si applica. La regola pratica resta una sola: carta aziendale o carta personale, mai contante.
Come si calcola il rimborso chilometrico?
Moltiplicando i chilometri percorsi per il costo chilometrico delle tabelle ACI relative a quel veicolo e alla sua alimentazione. Servono i dati del veicolo e della tratta: senza, il rimborso rischia di essere trattato come retribuzione.
Il pranzo pagato durante una trasferta in città è esente?
Per le trasferte nel territorio comunale della sede di lavoro i rimborsi concorrono di norma a formare il reddito, con l’eccezione delle spese di trasporto documentate da vettore. È la differenza più sottovalutata della materia.

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