In breve
- Servono tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti e la disoccupazione involontaria; dal 2025 chi si è dimesso da un altro posto nei dodici mesi prima ne deve aver maturate altre tredici dopo quelle dimissioni.
- La domanda va presentata entro sessantotto giorni dalla cessazione: oltre, il diritto si perde.
- La durata è pari alla metà delle settimane contribuite nel quadriennio, con un massimo di ventiquattro mesi.
La NASpI riguarda il lavoratore, ma finisce sul tavolo del datore di lavoro ogni volta che un rapporto si chiude: la domanda «se me ne vado, mi spetta la disoccupazione?» arriva prima ancora della lettera di dimissioni, e la risposta cambia il modo in cui l’uscita viene gestita.
Sapere come funziona serve a evitare due errori speculari: promettere alla persona qualcosa che non le spetta, e firmare una risoluzione consensuale credendo che sia equivalente a un licenziamento. Non lo è, e le conseguenze le pagano entrambe le parti.
01I requisiti
- Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, anche per giustificato motivo oggettivo, scadenza del contratto a termine, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale in sede protetta.
- Almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione (art. 3 D.Lgs. 22/2015).
- Per gli eventi dal 1° gennaio 2025, se nei dodici mesi precedenti la persona si è dimessa volontariamente (o ha risolto consensualmente) da un rapporto a tempo indeterminato, servono altre tredici settimane di contribuzione maturate dopo quelle dimissioni: è la novità della legge di bilancio 2025 (art. 1 c. 171 L. 207/2024) che blocca più domande di ogni altra, e non si applica alle dimissioni per giusta causa né a quelle della lavoratrice madre o del lavoratore padre nel primo anno del bambino.
- Domanda entro sessantotto giorni dalla cessazione, in via telematica.
- Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e adesione al percorso di politica attiva.
02Quanto dura e quanto vale
Durata = Settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni ÷ 2 (massimo 104 settimane)
Le settimane già utilizzate per una precedente NASpI non si contano una seconda volta.
| Elemento | Regola |
|---|---|
| Importo | 75% della retribuzione media imponibile degli ultimi quattro anni, entro il massimale annuo rivalutato |
| Sopra la soglia | Al 75% si aggiunge il 25% della parte eccedente, entro il tetto massimo mensile |
| Riduzione | 3% al mese dal sesto mese di fruizione |
| Riduzione per over 55 | Dal-l’ottavo mese, per chi ha almeno 55 anni alla data della domanda |
| Contribuzione figurativa | Riconosciuta per tutto il periodo, entro i limiti previsti |
| Decorrenza | Dall’ottavo giorno successivo alla cessazione, o dalla domanda se presentata dopo |
03Le dimissioni che danno comunque diritto
Le dimissioni volontarie ordinarie escludono la prestazione. Le eccezioni sono tassative e vanno documentate: sono i casi in cui l’uscita non è una libera scelta.
| Caso | Nota |
|---|---|
| Dimissioni per giusta causa | Mancato pagamento della retribuzione, molestie, dequalificazione, trasferimento illegittimo, mobbing |
| Dimissioni durante il periodo tutelato di maternità | Con convalida presso l’Ispettorato |
| Risoluzione consensuale in sede protetta | Nell’ambito della procedura di conciliazione prevista |
| Risoluzione consensuale a seguito di rifiuto del trasferimento | Oltre i limiti chilometrici previsti |
| Licenziamento con accettazione dell’offerta conciliativa | Resta involontario |
04Cosa deve fare l’azienda
- 1
Comunicazione di cessazione entro cinque giorni
Con la causale corretta: è la causale che apre o chiude la strada alla prestazione.
- 2
Ticket di licenziamento, dove dovuto
Il contributo di licenziamento è a carico dell’azienda nei casi previsti: va messo nel conto dell’uscita.
- 3
Competenze finali complete
Ferie e permessi residui, ratei, TFR, preavviso o indennità sostitutiva.
- 4
Documentazione consegnata
Certificazione unica e, se richiesto, attestazione dei periodi lavorati.
- 5
Nessuna promessa sulla NASpI
La valutazione la fa l’INPS. Indicare la strada sbagliata a una persona che esce è il modo più rapido di trovarsela davanti in una vertenza.
Con Omega
Le uscite chiuse senza code
- Competenze finali calcolate su ferie, permessi e ratei realmente maturati.
- Documenti di fine rapporto raccolti nel fascicolo della persona.
- Data e causale di cessazione tracciate, pronte per la comunicazione obbligatoria.
- Storico che resta accessibile anche dopo l’uscita, per le richieste che arrivano dopo.


