In breve
- Il passaggio di consegne va fatto per iscritto e verificato: quello «raccontato al collega» sparisce con la persona.
- Accessi, chiavi e strumenti vanno revocati e ritirati il giorno stesso, con un elenco.
- Le competenze finali comprendono ferie e permessi residui, ratei, TFR e banca ore: sbagliarle è la causa più frequente di vertenza.
L’uscita di una persona è il momento in cui si scopre quanto era ordinata la gestione: se i documenti erano in un posto solo, se qualcuno sapeva cosa faceva davvero, se gli accessi erano tracciati. Quando non lo erano, il costo si distribuisce nei mesi successivi in mille piccoli problemi.
C’è anche una ragione meno pratica e più importante: chi esce parla. In un settore piccolo, il modo in cui vengono trattate le ultime due settimane di una persona è la reputazione dell’azienda presso i prossimi dieci candidati.
01La lista, in ordine
- 1
Formalizza la cessazione
Dimissioni telematiche, lettera di licenziamento o accordo. Data di ultimo giorno e preavviso definiti per iscritto.
- 2
Costruisci il piano di consegne
Cosa passa a chi, entro quando. Scritto, non concordato a voce.
- 3
Fai documentare quello che sa
Clienti in corso, pratiche aperte, password di servizi, procedure non scritte. È il patrimonio che rischi di perdere.
- 4
Programma il colloquio di uscita
Con qualcuno diverso dal responsabile diretto, prima dell’ultimo giorno.
- 5
Ritira beni e revoca accessi
L’ultimo giorno, con un elenco firmato: chiavi, badge, dispositivi, veicolo, divise, carte.
- 6
Chiudi le competenze finali
Ferie e permessi residui, ratei, TFR, banca ore, preavviso o indennità.
- 7
Consegna i documenti
Certificazione unica, eventuale attestazione dei periodi lavorati, comunicazioni previste.
- 8
Comunica l’uscita a chi serve
Clienti seguiti, fornitori, colleghi. In modo ordinato, prima che lo scoprano da soli.
02Il passaggio di consegne che funziona
Il documento da far compilare
- Attività ricorrenti: cosa si fa, quando, con quale strumento.
- Pratiche o lavori aperti, con stato e prossimo passo.
- Contatti chiave: clienti, fornitori, referenti interni.
- Accessi e credenziali di servizi, da trasferire secondo le regole aziendali.
- Scadenze note nei prossimi tre mesi.
- Le cose che «si sanno» e non sono scritte da nessuna parte.
03Il colloquio di uscita
- Lo fa una persona diversa dal responsabile diretto: altrimenti le risposte sono di cortesia.
- Poche domande, sempre le stesse: perché te ne vai, cosa avrebbe potuto trattenerti, cosa cambieresti, la consiglieresti come azienda.
- Le risposte vanno registrate in modo confrontabile, altrimenti restano aneddoti.
- Non è il momento di trattare per trattenere: se c’era qualcosa da fare, andava fatto prima.
- Va fatto anche con chi esce per licenziamento o scadenza del contratto: sono le fonti più oneste.
Il valore emerge dal terzo o quarto colloquio, quando si vede una causa che si ripete. È a quel punto che si può intervenire, e il metodo per leggerli insieme è nella guida sul turnover.
04Dopo l’uscita
| Cosa | Per quanto |
|---|---|
| Documentazione del rapporto di lavoro | Secondo i termini previsti per gli obblighi documentali e le prescrizioni dei diritti |
| Dati non più necessari | Vanno cancellati secondo i tempi dichiarati nell’informativa |
| Accessi e utenze | Revocati subito, non «quando ci pensiamo» |
| Posta elettronica | Disattivata con eventuale risposta automatica per il periodo dichiarato, secondo le indicazioni del Garante |
| Riferimenti pubblici (sito, biglietti, firme) | Aggiornati entro pochi giorni |
Con Omega
Uscite che si chiudono davvero
- Elenco dei beni assegnati, per sapere cosa deve rientrare l’ultimo giorno.
- Accessi e permessi revocati insieme alla cessazione, non giorni dopo.
- Residui di ferie, permessi e banca ore calcolati alla data di uscita.
- Fascicolo che resta consultabile per il tempo previsto, anche dopo l’uscita.


