In breve
- La quota annua si ottiene dividendo la retribuzione utile per 13,5: è la regola base da cui parte tutto.
- La rivalutazione segue una formula fissa: 1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.
- Il lavoratore può chiedere un’anticipazione al ricorrere dei presupposti di legge, con limiti precisi.
Il trattamento di fine rapporto è la somma che il lavoratore matura durante il rapporto e riceve quando finisce, quale che sia il motivo della cessazione: dimissioni, licenziamento, scadenza del termine, pensionamento. È un istituto semplice nella struttura e pieno di dettagli nelle applicazioni, e per l’azienda è un debito che cresce ogni mese.
Per il datore di lavoro contano tre cose: sapere quanto sta accantonando, sapere dove finiscono quei soldi in base alla scelta del lavoratore, e sapere cosa fare quando arriva una richiesta di anticipazione.
01Il calcolo, passo per passo
Quota annua TFR = Retribuzione utile dell’anno ÷ 13,5
Su una retribuzione utile di 27.000 € la quota dell’anno è 2.000 €. È l’accantonamento lordo, prima del contributo e della rivalutazione.
- 1
Individua la retribuzione utile
Comprende di norma tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto, comprese le mensilità aggiuntive, salvo quanto diversamente previsto dal contratto collettivo.
- 2
Dividi per 13,5
È il divisore fissato dalla legge. Il risultato è la quota di competenza dell’anno.
- 3
Sottrai il contributo previsto
Sulla quota si applica un contributo dello 0,50% destinato al fondo di garanzia, che riduce l’accantonamento netto.
- 4
Rivaluta il fondo esistente
La rivalutazione si applica al TFR accantonato al 31 dicembre dell’anno precedente, non alla quota dell’anno in corso.
- 5
Somma e riporta
Il fondo cresce di anno in anno: quota nuova più fondo precedente rivalutato.
Rivalutazione = 1,5% + (75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo)
La componente fissa è sempre 1,5% annuo; quella variabile dipende dall’inflazione rilevata. Su un fondo di 20.000 € con inflazione al 2%, la rivalutazione è 1,5% + 1,5% = 3%, cioè 600 €.
02Dove finisce: azienda, fondo o Tesoreria
| Destinazione | Quando | Effetto per l’azienda |
|---|---|---|
| In azienda | Se il lavoratore non aderisce alla previdenza complementare e l’azienda è sotto la soglia dimensionale prevista | Il TFR resta in azienda come debito e come fonte di liquidità |
| Fondo di Tesoreria INPS | Per le aziende che superano la soglia dimensionale prevista | Le quote vengono versate all’INPS: nessuna liquidità trattenuta |
| Previdenza complementare | Se il lavoratore aderisce a un fondo pensione | Le quote escono verso il fondo scelto |
La scelta è del lavoratore ed è espressa all’inizio del rapporto, con il meccanismo del silenzio-assenso previsto dalla normativa. La destinazione alla previdenza complementare è irreversibile: chi ha conferito il TFR a un fondo non può riportarlo in azienda.
03Anticipazioni e liquidazione
I requisiti dell’anticipazione di legge
- Almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro.
- Richiesta non superiore al 70% del TFR maturato a quella data.
- Motivo rientrante fra quelli previsti: spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli, congedi previsti dalla normativa.
- Una sola volta nel corso del rapporto.
- Nei limiti annui previsti rispetto al numero di dipendenti in forza.
- Documentazione a supporto della causale invocata.
- Alla cessazione il TFR va liquidato secondo i termini previsti dal contratto collettivo applicato.
- Il TFR è soggetto a tassazione separata, con un meccanismo che tiene conto degli anni di maturazione.
- In caso di insolvenza del datore di lavoro interviene il Fondo di garanzia INPS, alimentato dal contributo dello 0,50%.
- Le quote versate al Fondo di Tesoreria o alla previdenza complementare vengono erogate dai rispettivi gestori, non dall’azienda.
- Il TFR spetta sempre, anche in caso di dimissioni o licenziamento per giusta causa.
Con Omega
Il TFR non è una sorpresa di fine rapporto
- Accantonamento per persona sempre visibile, non solo a fine anno.
- Anticipazioni richieste e concesse tracciate, con la documentazione allegata.
- Cessazioni programmate con il maturato già a portata di mano.
- Dati coerenti con quelli del consulente del lavoro, senza doppie ricostruzioni.


