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Norme e obblighi

Lavoro intermittente 2026: età, 400 giornate, chiamata da comunicare e sanzioni

Il contratto a chiamata regge solo se ogni chiamata parte prima che la persona timbri. Chi si può assumere, il tetto delle 400 giornate, cosa ha cambiato l’abrogazione della tabella del 1923 e quanto costa una comunicazione dimenticata.

9 minuti di lettura Aggiornata al 29 settembre 2026

In breve

  • Il lavoro intermittente si può usare nei casi previsti dal contratto collettivo, per le attività discontinue dell’elenco ministeriale e, sempre, con chi ha meno di 24 anni o più di 55.
  • Fuori da turismo, pubblici esercizi e spettacolo vale il tetto di 400 giornate di effettivo lavoro in tre anni con lo stesso datore: superato, il rapporto diventa a tempo pieno e indeterminato.
  • Ogni chiamata va comunicata all’Ispettorato prima che inizi la prestazione, anche per un ciclo fino a 30 giorni: se manca, la sanzione va da 400 a 2.400 € per lavoratore e non si può ridurre con la diffida.

Il lavoro intermittente, o a chiamata, è il contratto con cui un’azienda può far lavorare una persona solo quando serve: il fine settimana, le serate con più tavoli, i picchi di magazzino. È regolato dal D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, articoli da 13 a 18, ed è lo strumento più usato nei bar, nei ristoranti e negli eventi proprio perché segue il calendario del locale.

È anche il contratto su cui si prendono più sanzioni, perché ha un adempimento che gli altri non hanno: la comunicazione di ogni chiamata, prima che la persona inizi a lavorare. Qui trovi chi si può assumere nel 2026, come si contano le 400 giornate, cosa è cambiato con l’abrogazione della vecchia tabella del 1923 e come si organizza la chiamata perché non parta mai in ritardo.

01Quando si può usare

StradaCondizioneFonte
Contratto collettivoLe esigenze che il CCNL applicato individua, anche per periodi predeterminati nella settimana, nel mese o nell’annoD.Lgs. 81/2015, art. 13, comma 1
Attività discontinueLe attività elencate nella tabella richiamata dal DM 23 ottobre 2004 (camerieri, portieri, addetti ai pubblici esercizi e altre)DM 23/10/2004; art. 55, comma 3, D.Lgs. 81/2015
EtàMeno di 24 anni, con prestazioni entro il compimento del 25°; oppure più di 55 anniart. 13, comma 2
Basta una delle tre strade. Il contratto intermittente può essere a tempo indeterminato o a termine. Non si applica alla pubblica amministrazione.
  • Divieti (art. 14): non si può usare per sostituire lavoratori in sciopero; nelle unità produttive che nei sei mesi prima hanno fatto licenziamenti collettivi per le stesse mansioni; dove c’è cassa integrazione in corso per le stesse mansioni; e se l’azienda non ha fatto la valutazione dei rischi.
  • Forma scritta (art. 15): il contratto indica durata e ipotesi che lo consentono, luogo e modalità della disponibilità, trattamento economico, come avviene la chiamata e con quale preavviso, come si rileva la prestazione, tempi di pagamento, misure di sicurezza e le eventuali fasce orarie e giornate predeterminate.

02Le 400 giornate in tre anni

Con l’eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, ciascun lavoratore può fare con lo stesso datore al massimo 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni solari (art. 13, comma 3). Se si supera, il rapporto si trasforma in un rapporto a tempo pieno e indeterminato, dalla data del superamento.

Giornate lavorate nei 3 anni prima della chiamata + giornata chiamata ≤ 400

Il Ministero (circolare n. 35 del 29 agosto 2013) indica di contare a ritroso di tre anni dal giorno in cui si chiede la prestazione. Contano le giornate effettivamente lavorate, non quelle di sola disponibilità.

SituazioneTetto delle 400 giornate
Bar, ristorante, pizzeria (pubblico esercizio)non si applica
Albergo, agenzia di viaggi (turismo)non si applica
Spettacolonon si applica
Negozio, magazzino, logistica, pulizie, industriasi applica
L’inquadramento nel settore segue l’attività dell’azienda e il contratto collettivo applicato. Se l’azienda ha più attività, chiedi al consulente come viene classificata quella in cui lavora la persona chiamata.

Tre anni a ritroso sono un conto facile da sbagliare con un foglio di calcolo, perché la finestra si sposta ogni giorno. Il dato giusto sono le giornate registrate davvero, una per una: le timbrature, non le chiamate previste.

03La comunicazione della chiamata

Prima dell’inizio della prestazione, o di un ciclo integrato di prestazioni che non superi i 30 giorni, il datore di lavoro comunica la durata all’Ispettorato (art. 15, comma 3). È un adempimento in più rispetto all’UNILAV di assunzione, che resta obbligatorio: la chiamata non lo sostituisce (circolare del Ministero n. 27/2013).

CanaleCome funziona
Servizio online UNI-IntermittenteSu servizi.lavoro.gov.it, con SPID o CIE: è il canale principale e rilascia la ricevuta
Posta elettronicaIl modello UNI-Intermittente all’indirizzo intermittenti@pec.lavoro.gov.it indicato dal Ministero; conserva copia dell’invio
SMS e appL’SMS è previsto dal DM 27 marzo 2013 per le prestazioni che iniziano entro 12 ore, e nel tempo è arrivata anche un’app: verifica con il consulente quali canali sono attivi oggi prima di contarci
Il modello contiene codice fiscale del datore e del lavoratore e data di inizio e fine della prestazione. Qualsiasi canale diverso da quelli previsti non vale come comunicazione.

Se la chiamata salta — il locale chiude per pioggia, la persona si ammala — va annullata con lo stesso canale, prima dell’inizio o nei termini indicati dalla prassi del Ministero. Una chiamata comunicata e mai annullata si presume lavorata, con la retribuzione e i contributi che ne seguono. Chiedi al consulente il termine che applica per gli annullamenti tardivi.

04Paga, disponibilità e organico

  • Parità di trattamento (art. 17): per le giornate lavorate la persona ha lo stesso trattamento, complessivamente, di un collega di pari livello, riproporzionato su quanto lavora: retribuzione, ferie, tredicesima, malattia, maternità.
  • Senza disponibilità garantita: nei periodi in cui non è chiamata la persona non matura nulla, e può rifiutare la chiamata (art. 13, comma 4).
  • Con disponibilità garantita: spetta un’indennità mensile fissata dal contratto collettivo, non inferiore al 20% della retribuzione prevista dal CCNL (DM 10 marzo 2004). In cambio la persona deve rispondere: il rifiuto ingiustificato può essere motivo di licenziamento e comporta la restituzione della quota di indennità (art. 16).
  • Organico: il lavoratore intermittente si conta in proporzione all’orario effettivamente svolto in ciascun semestre (art. 18). Conta per le soglie di dipendenti, per esempio quella dei 15 della legge 68.
  • Rappresentanze sindacali: una volta l’anno l’azienda le informa su quanto ha usato il lavoro intermittente (art. 15, comma 2).

Prima di far entrare una persona a chiamata

  • Il caso rientra in una delle tre strade: CCNL, attività discontinua, età.
  • Il contratto è scritto, con le modalità della chiamata e il preavviso.
  • L’UNILAV di assunzione è partito entro il giorno prima.
  • La valutazione dei rischi esiste e copre quella mansione.
  • La chiamata di questa giornata, o del ciclo, è comunicata e hai la ricevuta.
  • Fuori dai pubblici esercizi, il conteggio delle giornate degli ultimi tre anni è sotto 400.

05Come si organizza la chiamata in un locale

  1. 1

    Il turno si pubblica prima della chiamata

    Chi fa i turni decide chi serve venerdì e sabato; la chiamata parte da lì, non dal messaggio in chat del giovedì sera.

  2. 2

    Un ciclo invece di dieci comunicazioni

    Se il calendario delle prossime settimane è già noto, un ciclo fino a 30 giorni riduce gli invii e il rischio di dimenticarne uno.

  3. 3

    Chi comunica, e chi lo sostituisce

    Una persona precisa invia le chiamate, con un sostituto quando è in ferie. Il sabato sera è il momento in cui salta.

  4. 4

    La timbratura conferma la giornata

    La presenza registrata è la prova di quanto si è lavorato davvero: serve alla busta paga, al conteggio delle 400 giornate e all’annullamento delle chiamate non lavorate.

In Omega People il planner dei turni e le timbrature stanno nello stesso posto: chi è in turno si vede prima di chiamarlo, e le giornate lavorate escono dal cartellino di ciascuno. La comunicazione all’Ispettorato resta un invio che fai tu o il consulente. Per il resto dell’organizzazione dei turni nei locali c’è la guida ai turni nella ristorazione e nel commercio.

Con Omega

Turni, presenze e giornate lavorate di chi è a chiamata

  • Il planner dei turni mostra chi serve e quando: la chiamata parte da un turno deciso, non da un messaggio in chat.
  • Le timbrature registrano le giornate lavorate davvero, persona per persona: sono la base per la busta paga e per il conteggio delle 400 giornate.
  • Il contratto intermittente sta nello storico della persona, con date e documenti, e le scadenze dei rapporti a termine hanno il loro promemoria.
  • Il file di fine mese per il consulente porta le ore di ciascuno, anche di chi ha lavorato due sabati.

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Dubbi

Domande frequenti

Chi si può assumere con il contratto a chiamata nel 2026?
Chi ha meno di 24 anni (con prestazioni entro il 25° compleanno) o più di 55, in qualsiasi settore; e chiunque, nei casi previsti dal contratto collettivo applicato o per le attività discontinue dell’elenco richiamato dal DM 23 ottobre 2004, che resta valido nonostante l’abrogazione del R.D. 2657/1923.
Il limite di 400 giornate vale anche per bar e ristoranti?
No. Il tetto di 400 giornate di effettivo lavoro in tre anni con lo stesso datore non si applica ai settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo. Vale negli altri settori, e se si supera il rapporto diventa a tempo pieno e indeterminato.
Cosa succede se non comunico la chiamata?
Si paga una sanzione da 400 a 2.400 € per ciascun lavoratore per cui manca la comunicazione, senza possibilità di diffida. Se manca anche l’UNILAV di assunzione, la persona è considerata lavoratore in nero.
Serve l’UNILAV anche per il lavoratore intermittente?
Sì. L’UNILAV si invia all’assunzione, entro il giorno prima; la comunicazione della chiamata è un adempimento in più, da fare prima di ogni prestazione o ciclo fino a 30 giorni.
Il lavoratore a chiamata ha diritto a ferie e tredicesima?
Sì, in proporzione alle giornate lavorate: per i periodi di lavoro il trattamento non può essere complessivamente inferiore a quello di un collega di pari livello. Se ha garantito la disponibilità, riceve anche l’indennità mensile di disponibilità.

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