In breve
- Il tasso si calcola come rapporto fra ore di assenza e ore lavorabili, nello stesso periodo e con lo stesso perimetro.
- Un tasso alto concentrato in un reparto o in pochi giorni della settimana è un problema organizzativo, non sanitario.
- Le assenze programmabili — ferie, permessi — non vanno mescolate con quelle non programmabili: misurano cose diverse.
L’assenteismo è il primo numero che un titolare chiede quando qualcosa non funziona e l’ultimo che riesce a ottenere, perché richiede una cosa che spesso manca: le ore di assenza registrate per causale, mese per mese, confrontabili nel tempo.
Vale la pena costruirlo, perché è l’indicatore che anticipa gli altri. Il turnover si vede quando le persone se ne sono già andate; l’assenteismo sale mesi prima.
01La formula, e cosa metterci dentro
Tasso di assenteismo = (Ore di assenza ÷ Ore lavorabili) × 100
Ore lavorabili = ore contrattuali del periodo, al netto di ferie e festività se si vuole misurare solo l’assenza non programmata.
| Causale | Nel tasso di assenteismo? |
|---|---|
| Malattia | Sì, è il nucleo dell’indicatore |
| Infortunio | Sì, ma va tenuto distinto: parla di sicurezza, non di clima |
| Permessi retribuiti non programmati | Sì |
| Legge 104 e congedi tutelati | Da tenere separati: sono diritti, non assenteismo |
| Ferie e permessi programmati | No: sono assenze pianificate |
| Maternità e congedi lunghi | No nel tasso corrente: distorcono il dato |
| Sciopero | No: si misura a parte |
02Come si legge il dato
- Per reparto: un tasso doppio in un reparto rispetto agli altri parla del reparto, non delle persone.
- Per giorno della settimana: la concentrazione su lunedì e venerdì è il segnale classico di assenze di comodo, ma anche di turni costruiti male.
- Per durata: molte assenze brevissime sono un tema di clima o di carico; poche assenze lunghe sono un tema sanitario.
- Per stagione: i picchi invernali sono fisiologici, quelli estivi quasi mai.
- Per anzianità: un tasso alto fra i nuovi assunti indica un problema di inserimento, non di salute.
Un ordine di grandezza utile: in molte realtà industriali e di servizi il tasso di assenza per malattia si colloca fra il 3% e il 6% delle ore lavorabili. Sopra l’8% concentrato in un’area, c’è qualcosa che non riguarda la salute.
03Le cause che si possono cambiare
| Segnale | Causa frequente | Cosa si può fare |
|---|---|---|
| Assenze brevi concentrate in un turno | Turno costruito male, riposi insufficienti | Rivedere la rotazione e i riposi |
| Assenze su un reparto specifico | Carico fisico, responsabile, ambiente | Analisi del carico, colloqui, verifica del rischio |
| Assenze fra i nuovi assunti | Inserimento inesistente, mansione diversa da quella promessa | Percorso di ingresso strutturato |
| Assenze il giorno dopo lo straordinario | Recupero insufficiente | Limitare gli straordinari consecutivi |
| Assenze dopo il rifiuto di ferie | Piano ferie gestito a discrezione | Piano annuale trasparente |
| Assenze in crescita generale | Clima, organizzazione, mancanza di prospettiva | Questionario di clima e colloqui individuali |
04Quanto costa
Costo dell’assenza = Ore assenti × Costo orario + Ore di sostituzione × Costo orario (spesso maggiorato) + Perdita di produzione
Un’assenza coperta con straordinario costa il doppio: si paga chi è assente nei limiti previsti e si paga la maggiorazione a chi lo sostituisce.
Con Omega
Le assenze contate per causale, non a occhio
- Ore di assenza per causale, persona e reparto, in ogni periodo.
- Assenze tutelate registrate a parte, come devono essere.
- Distribuzione per giorno della settimana e per durata, senza costruirla a mano.
- Confronto con i mesi precedenti, per vedere se un intervento ha funzionato.


