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Norme e obblighi

Sorveglianza sanitaria e medico competente: quando serve

La visita non serve a sapere se una persona sta bene: serve a sapere se può fare quella mansione. È una differenza che cambia tutto, compresi i dati che ricevi.

5 minuti di lettura Aggiornata al 28 luglio 2026

In breve

  • La sorveglianza sanitaria è obbligatoria quando la valutazione dei rischi ne evidenzia i presupposti.
  • Il datore di lavoro riceve il giudizio di idoneità, non la cartella sanitaria né la diagnosi.
  • Un giudizio con limitazioni va attuato: ignorarlo espone a responsabilità pesanti in caso di evento.

La sorveglianza sanitaria è l’insieme degli accertamenti con cui si verifica che lo stato di salute di un lavoratore sia compatibile con i rischi della mansione a cui è adibito. Non è un controllo generico sulla salute delle persone: è un giudizio mirato, e questo determina sia quando serve sia quali informazioni l’azienda può ricevere.

Il presupposto è la valutazione dei rischi: è lì che si stabilisce quali mansioni comportano un’esposizione che richiede sorveglianza. Un’azienda che nomina il medico competente senza aver fatto quella valutazione sta procedendo al contrario.

01Quando è obbligatoria

La sorveglianza sanitaria è effettuata nei casi previsti dalla normativa vigente, dalle direttive europee, dalle indicazioni della Commissione consultiva permanente, oppure qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta correlata ai rischi lavorativi dal medico competente.

  • Esposizione ad agenti chimici, cancerogeni, biologici secondo i criteri della normativa.
  • Movimentazione manuale dei carichi con i requisiti previsti.
  • Uso di attrezzature munite di videoterminali oltre la soglia oraria stabilita.
  • Esposizione a rumore e vibrazioni oltre i valori d’azione.
  • Lavoro notturno, con la periodicità prevista.
  • Rischi individuati come rilevanti dalla valutazione dei rischi dell’azienda.
  • Attività per le quali specifiche norme prevedono accertamenti, comprese quelle su alcol e sostanze nei casi previsti.

02Le visite e il giudizio di idoneità

Tipo di visitaQuando
PreventivaPrima dell’adibizione alla mansione, per accertare l’assenza di controindicazioni
PeriodicaCon la periodicità stabilita dalla normativa o dal medico competente
Su richiesta del lavoratoreSe ritenuta correlata ai rischi lavorativi dal medico
Al cambio di mansionePer verificare l’idoneità alla nuova mansione
Alla cessazioneNei casi previsti dalla normativa
Dopo assenza per motivi di salute prolungataPrima della ripresa, nei casi previsti

Al termine degli accertamenti il medico esprime un giudizio di idoneità alla mansione specifica, che può essere di idoneità piena, idoneità con prescrizioni o limitazioni, inidoneità temporanea o inidoneità permanente. Il giudizio è comunicato per iscritto al lavoratore e al datore di lavoro.

03Quali dati riceve l’azienda

È il punto su cui si commettono più errori, spesso in buona fede. Il medico competente istituisce e custodisce una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza. Quella cartella non è dell’azienda: contiene dati sanitari ed è sottratta alla disponibilità del datore di lavoro.

InformazioneIl datore di lavoro la riceve?
Giudizio di idoneità alla mansione
Prescrizioni e limitazioni da attuare
Scadenza della visita successiva
Diagnosi e patologieNo
Esiti degli accertamenti cliniciNo
Cartella sanitaria e di rischioNo
Dati collettivi e anonimi della sorveglianzaSì, in forma anonima nella riunione periodica

La gestione corretta

  • Conservare i giudizi di idoneità separatamente dai fascicoli ordinari, con accesso limitato.
  • Non chiedere al lavoratore né al medico informazioni sulla diagnosi.
  • Attuare le prescrizioni e documentare come sono state attuate.
  • Programmare le scadenze delle visite periodiche prima che maturino.
  • Coinvolgere il medico competente nella valutazione dei rischi e nel sopralluogo degli ambienti.
  • Tenere la riunione periodica nei casi e con la cadenza previsti.
  • In caso di ricorso avverso il giudizio, seguire la procedura prevista senza decisioni unilaterali.

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Idoneità e scadenze sotto controllo

  • Giudizi di idoneità e limitazioni collegati alla mansione, con accesso limitato.
  • Scadenze delle visite periodiche segnalate prima che maturino.
  • Storico delle mansioni ricoperte, per sapere a quali rischi è stata esposta una persona.
  • Documentazione pronta per la riunione periodica e per i controlli.

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Dubbi

Domande frequenti

Quando devo nominare il medico competente?
Quando la valutazione dei rischi evidenzia la presenza di rischi per i quali la normativa prevede la sorveglianza sanitaria. La nomina è un adempimento che discende dalla valutazione: non è una scelta discrezionale né un obbligo generalizzato per ogni azienda.
Il datore di lavoro può conoscere l’esito clinico delle visite?
No. Riceve il giudizio di idoneità alla mansione specifica, con eventuali prescrizioni e limitazioni, e la scadenza della visita successiva. Diagnosi, accertamenti e cartella sanitaria restano nella disponibilità del medico competente.
Cosa faccio se un lavoratore risulta inidoneo alla mansione?
Il datore di lavoro deve valutare la possibilità di adibirlo, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in mancanza, inferiori, con le tutele previste. La decisione va assunta sulla base del giudizio del medico e documentata: le soluzioni improvvisate sono la fonte principale di contenzioso in questa materia.
Il lavoratore può rifiutare la visita?
La sottoposizione agli accertamenti previsti è un obbligo del lavoratore, e il rifiuto può rilevare sul piano disciplinare. Al tempo stesso il lavoratore può ricorrere avverso il giudizio del medico competente all’organo di vigilanza territorialmente competente, nei termini previsti.

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