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Conti e margini

Rimborsi spese: cosa è cambiato con l’obbligo di tracciabilità

Dal 2025 la ricevuta non basta più: vitto, alloggio e taxi pagati in contanti non sono esenti per chi li riceve né deducibili per chi li rimborsa.

4 minuti di lettura Aggiornata al 4 luglio 2026

In breve

  • Vitto, alloggio, taxi e noleggio con conducente in Italia devono essere pagati con mezzi tracciabili per restare esenti e deducibili.
  • Rimborsi chilometrici secondo tabelle ACI, pedaggi, parcheggi e trasporto pubblico di linea restano fuori dall’obbligo di tracciabilità, ma vanno documentati.
  • Il rimborso forfettario ha limiti giornalieri diversi per trasferte in Italia e all’estero, e non richiede giustificativi.

La nota spese è il documento più sottovalutato dell’amministrazione: piccola nei numeri, enorme nelle conseguenze. Dal 2025 lo è ancora di più, perché l’obbligo di pagamento tracciabile ha spostato la linea fra spesa rimborsabile e reddito imponibile.

Il caso tipico: un tecnico va in trasferta, paga il pranzo in contanti, porta lo scontrino. Prima si rimborsava e finiva lì. Adesso quel rimborso, per come è stato pagato, non gode dell’esenzione e l’azienda non può dedurre il costo. Non è un cavillo: è la regola nuova, e va spiegata alle persone prima che partano, non a fine mese.

01Cosa deve essere tracciabile

SpesaServe il pagamento tracciabile?
Vitto (ristoranti, bar)Sì, per le spese sostenute in Italia
Alloggio (hotel, strutture ricettive)
Taxi e noleggio con conducente
Trasporto pubblico di linea (treno, autobus, aereo)No, ma serve il documento di viaggio
Rimborso chilometrico con tabelle ACINo, serve la documentazione della trasferta
Pedaggi e parcheggiNo, con giustificativo
Per mezzi tracciabili si intendono bonifico, carte di debito e credito, applicazioni di pagamento e gli altri strumenti riconosciuti.

02I tre sistemi di rimborso

SistemaCome funzionaQuando conviene
Analitico (a piè di lista)Si rimborsa quanto speso, con giustificativiTrasferte occasionali, spese variabili
ForfettarioIndennità giornaliera entro i limiti di esenzione previsti, senza giustificativiTrasferte frequenti e ripetitive
MistoVitto e alloggio documentati, più un’indennità ridottaChi viaggia molto con spese in parte prevedibili
  • I limiti di esenzione dell’indennità forfettaria sono diversi per le trasferte in Italia e all’estero e vengono ridotti quando l’azienda rimborsa anche vitto o alloggio.
  • Le spese di viaggio e trasporto documentate non concorrono al reddito, e dal 2026 questo vale anche per le trasferte nel territorio comunale, purché documentate.
  • Il rimborso chilometrico si calcola con le tabelle ACI in base al veicolo e ai chilometri percorsi: va documentato con la trasferta, non con le ricevute del carburante.
  • La trasferta va provata: cliente visitato, motivo, data. Una nota spese senza il perché è la prima cosa che salta in una verifica.

03Una nota spese che non torna indietro

  1. 1

    Regola scritta e conosciuta

    Cosa si rimborsa, con quali massimali, con quali mezzi di pagamento. Consegnata a chi viaggia, non solo all’amministrazione.

  2. 2

    Giustificativo raccolto sul momento

    Fotografato quando si paga: gli scontrini raccolti a fine mese sono già persi o sbiaditi.

  3. 3

    Motivo della trasferta sempre indicato

    Cliente, cantiere, corso. Due parole che rendono la spesa difendibile.

  4. 4

    Approvazione del responsabile

    Prima del pagamento, con una traccia di chi ha approvato cosa.

  5. 5

    Rimborso in busta paga o con pagamento tracciato

    Con la causale corretta, distinta dalla retribuzione.

  6. 6

    Archiviazione ordinata

    Per persona e per trasferta, perché le verifiche arrivano anni dopo.

Rimborso chilometrico = Km percorsi × Costo chilometrico ACI del veicolo

Con 0,52 €/km e 180 km di trasferta: 93,60 €. Il costo chilometrico dipende da modello e alimentazione e si aggiorna con le tabelle pubblicate ogni anno.

Con Omega

Note spese che si chiudono in giornata

  • Spesa inserita dal telefono con la foto del giustificativo, nel momento in cui si paga.
  • Trasferta con motivo, cliente e chilometri, non solo con l’importo.
  • Approvazione del responsabile tracciata, prima del rimborso.
  • Riepilogo mensile pronto per la busta paga e per la contabilità.

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Dubbi

Domande frequenti

Le spese di trasferta pagate in contanti si possono rimborsare?
Si possono rimborsare, ma per vitto, alloggio, taxi e noleggio con conducente in Italia il rimborso non gode dell’esenzione e il costo non è deducibile per l’azienda. In pratica costano molto di più.
Il rimborso chilometrico richiede il pagamento tracciabile?
No. I rimborsi chilometrici calcolati con le tabelle ACI, i pedaggi e i parcheggi restano fuori dall’obbligo, purché la trasferta e i chilometri siano documentati.
Quanto si può rimborsare senza giustificativi?
Con il sistema forfettario esistono limiti giornalieri di esenzione, diversi per l’Italia e per l’estero e ridotti quando l’azienda rimborsa separatamente vitto o alloggio. Sopra quei limiti, l’eccedenza è reddito.
Le trasferte nel comune sono tassate?
Le indennità per trasferte nel territorio comunale concorrono al reddito, con l’eccezione dei rimborsi di spese di trasporto documentate: dal 2026 questo trattamento è stato esteso anche ai rimborsi chilometrici documentati.

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