In breve
- La durata del comporto la fissa il contratto collettivo, in base ad anzianità e inquadramento: la legge non dà un numero unico.
- Nel comporto per sommatoria si contano le assenze di un arco temporale mobile, calcolato all’indietro dall’ultimo giorno di malattia.
- Il licenziamento prima del superamento è nullo, e quello dopo va motivato e provato con un conteggio esatto.
Il comporto è il periodo in cui il lavoratore assente per malattia conserva il posto. Superato quel limite, il datore di lavoro può recedere — non deve, può — e da lì nasce una delle materie più litigate del diritto del lavoro, perché il conteggio è pieno di trappole e l’errore rende nullo il licenziamento.
La cosa da sapere prima di tutte le altre: il numero non sta nella legge. Sta nel contratto collettivo applicato, cambia con l’anzianità e con il livello, e in molti contratti cambia anche a seconda che si tratti di un’unica malattia lunga o di tante assenze brevi.
01Comporto secco e comporto per sommatoria
| Tipo | Come funziona | Dove si trova |
|---|---|---|
| Secco | Un unico periodo continuativo di malattia: superata la durata prevista, il posto non è più conservato | Contratti con un evento morboso unico |
| Per sommatoria | Si sommano le assenze in un arco temporale mobile (anno solare, biennio, triennio) | La maggior parte dei contratti collettivi |
| Misto | Un limite per il singolo evento e un limite complessivo nel periodo | Diversi contratti dell’industria e dei servizi |
Nel comporto per sommatoria il calcolo si fa a ritroso: si parte dall’ultimo giorno di malattia e si guarda indietro per la durata dell’arco temporale previsto, sommando tutti i giorni di assenza per malattia caduti in quel periodo. È l’operazione in cui si sbaglia più spesso, perché il conteggio cambia ogni giorno.
02Cosa si conta e cosa no
- Si contano di norma tutti i giorni di assenza per malattia, compresi festivi e non lavorativi ricompresi nel periodo, salvo diversa previsione contrattuale.
- Non entrano nel comporto le assenze per infortunio sul lavoro e malattia professionale, secondo quanto previsto dal contratto.
- Non entrano i periodi di congedo di maternità, i permessi assistiti e le assenze per cause diverse dalla malattia.
- Le assenze legate a una condizione di disabilità richiedono cautela: la giurisprudenza chiede al datore di lavoro di verificare accomodamenti ragionevoli prima di far valere il superamento.
- I giorni di ricovero e day hospital si computano secondo le regole del contratto, che spesso li considera in modo particolare.
03Cosa si può fare al superamento
- 1
Verifica il conteggio con il contratto alla mano
Durata, arco temporale, regole sui giorni non lavorativi. Il numero non si prende a memoria.
- 2
Valuta se ci sono assenze da escludere
Infortunio, maternità, permessi tutelati, e le situazioni collegate a una disabilità.
- 3
Considera l’aspettativa non retribuita
Molti contratti prevedono che il lavoratore possa chiederla prima del superamento: se la chiede, il comporto si sospende.
- 4
Decidi, ma tempestivamente
Attendere troppo dopo il superamento può essere letto come rinuncia a farlo valere.
- 5
Motiva il licenziamento in modo specifico
Con i periodi e i totali. Una motivazione generica è un vizio in sé.
04Tenere il conto durante l’anno
Quello che serve avere, prima di doverne discutere
- Ogni assenza per malattia registrata con inizio, fine e protocollo del certificato.
- Distinzione netta fra malattia, infortunio e altre causali.
- Totale progressivo per persona, sull’arco temporale del contratto applicato.
- Segnalazione quando si supera una soglia di attenzione, molto prima del limite.
- Storico consultabile a distanza di anni, perché il triennio mobile guarda indietro.
Con Omega
Il conteggio che regge in giudizio
- Assenze per malattia registrate con date, certificati e protocolli.
- Totale progressivo sull’arco temporale previsto dal contratto applicato.
- Avviso quando una persona si avvicina alla soglia, in tempo per l’aspettativa.
- Storico che resta consultabile anche a distanza di anni.


