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Norme e obblighi

Periodo di comporto: quanto si può stare in malattia senza perdere il posto

Il conto si fa a ritroso dall’ultimo giorno di malattia, e la prova del superamento è a carico dell’azienda. Sbagliare di un giorno rende il licenziamento nullo.

5 minuti di lettura Aggiornata al 16 luglio 2026

In breve

  • La durata del comporto la fissa il contratto collettivo, in base ad anzianità e inquadramento: la legge non dà un numero unico.
  • Nel comporto per sommatoria si contano le assenze di un arco temporale mobile, calcolato all’indietro dall’ultimo giorno di malattia.
  • Il licenziamento prima del superamento è nullo, e quello dopo va motivato e provato con un conteggio esatto.

Il comporto è il periodo in cui il lavoratore assente per malattia conserva il posto. Superato quel limite, il datore di lavoro può recedere — non deve, può — e da lì nasce una delle materie più litigate del diritto del lavoro, perché il conteggio è pieno di trappole e l’errore rende nullo il licenziamento.

La cosa da sapere prima di tutte le altre: il numero non sta nella legge. Sta nel contratto collettivo applicato, cambia con l’anzianità e con il livello, e in molti contratti cambia anche a seconda che si tratti di un’unica malattia lunga o di tante assenze brevi.

01Comporto secco e comporto per sommatoria

TipoCome funzionaDove si trova
SeccoUn unico periodo continuativo di malattia: superata la durata prevista, il posto non è più conservatoContratti con un evento morboso unico
Per sommatoriaSi sommano le assenze in un arco temporale mobile (anno solare, biennio, triennio)La maggior parte dei contratti collettivi
MistoUn limite per il singolo evento e un limite complessivo nel periodoDiversi contratti dell’industria e dei servizi

Nel comporto per sommatoria il calcolo si fa a ritroso: si parte dall’ultimo giorno di malattia e si guarda indietro per la durata dell’arco temporale previsto, sommando tutti i giorni di assenza per malattia caduti in quel periodo. È l’operazione in cui si sbaglia più spesso, perché il conteggio cambia ogni giorno.

02Cosa si conta e cosa no

  • Si contano di norma tutti i giorni di assenza per malattia, compresi festivi e non lavorativi ricompresi nel periodo, salvo diversa previsione contrattuale.
  • Non entrano nel comporto le assenze per infortunio sul lavoro e malattia professionale, secondo quanto previsto dal contratto.
  • Non entrano i periodi di congedo di maternità, i permessi assistiti e le assenze per cause diverse dalla malattia.
  • Le assenze legate a una condizione di disabilità richiedono cautela: la giurisprudenza chiede al datore di lavoro di verificare accomodamenti ragionevoli prima di far valere il superamento.
  • I giorni di ricovero e day hospital si computano secondo le regole del contratto, che spesso li considera in modo particolare.

03Cosa si può fare al superamento

  1. 1

    Verifica il conteggio con il contratto alla mano

    Durata, arco temporale, regole sui giorni non lavorativi. Il numero non si prende a memoria.

  2. 2

    Valuta se ci sono assenze da escludere

    Infortunio, maternità, permessi tutelati, e le situazioni collegate a una disabilità.

  3. 3

    Considera l’aspettativa non retribuita

    Molti contratti prevedono che il lavoratore possa chiederla prima del superamento: se la chiede, il comporto si sospende.

  4. 4

    Decidi, ma tempestivamente

    Attendere troppo dopo il superamento può essere letto come rinuncia a farlo valere.

  5. 5

    Motiva il licenziamento in modo specifico

    Con i periodi e i totali. Una motivazione generica è un vizio in sé.

04Tenere il conto durante l’anno

Quello che serve avere, prima di doverne discutere

  • Ogni assenza per malattia registrata con inizio, fine e protocollo del certificato.
  • Distinzione netta fra malattia, infortunio e altre causali.
  • Totale progressivo per persona, sull’arco temporale del contratto applicato.
  • Segnalazione quando si supera una soglia di attenzione, molto prima del limite.
  • Storico consultabile a distanza di anni, perché il triennio mobile guarda indietro.

Con Omega

Il conteggio che regge in giudizio

  • Assenze per malattia registrate con date, certificati e protocolli.
  • Totale progressivo sull’arco temporale previsto dal contratto applicato.
  • Avviso quando una persona si avvicina alla soglia, in tempo per l’aspettativa.
  • Storico che resta consultabile anche a distanza di anni.

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Dubbi

Domande frequenti

Quanti giorni di malattia si possono fare prima del licenziamento?
Dipende dal contratto collettivo applicato, dall’anzianità e dall’inquadramento: si va da pochi mesi a oltre un anno e mezzo. Non esiste un limite di legge uguale per tutti.
Come si calcola il comporto per sommatoria?
Si parte dall’ultimo giorno di malattia e si guarda a ritroso per l’arco temporale previsto dal contratto — spesso un triennio mobile — sommando tutti i giorni di assenza per malattia in quel periodo.
L’aspettativa sospende il comporto?
Sì, quando il contratto collettivo la prevede e il lavoratore la richiede prima del superamento. È lo strumento che consente di conservare il posto quando la malattia si prolunga oltre il limite.
Il licenziamento per superamento del comporto richiede il preavviso?
Sì: non è un licenziamento per giusta causa, quindi il preavviso è dovuto o va indennizzato, secondo quanto previsto dal contratto collettivo applicato.

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