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Norme e obblighi

I dati dei dipendenti: dove stanno, chi li vede, chi risponde

Il titolare del trattamento è l’azienda, sempre: anche quando i dati stanno da un fornitore. Per questo cosa chiedi al fornitore è una domanda che riguarda te.

5 minuti di lettura Aggiornata al 7 agosto 2026

In breve

  • Per gestire il rapporto di lavoro non serve il consenso: la base giuridica è il contratto e gli obblighi di legge.
  • Il principio operativo è la minimizzazione: si raccoglie e si mostra solo quello che serve a quel ruolo.
  • Il fornitore del software è responsabile del trattamento e va nominato con un atto: senza, la posizione dell’azienda è scoperta.

La gestione del personale è, dal punto di vista dei dati, l’attività più delicata di un’azienda: contiene informazioni identificative, retributive, sanitarie, familiari, disciplinari. È anche quella dove si commettono più errori banali — la cartella condivisa con tutti, il gruppo di messaggistica con i certificati medici, il curriculum inoltrato per conoscenza.

Non serve un progetto di conformità per sistemarla: servono quattro decisioni chiare e la disciplina di rispettarle.

01Su quale base si trattano

TrattamentoBase giuridica
Anagrafica, contratto, retribuzioneEsecuzione del contratto e obblighi di legge
Presenze e assenzeEsecuzione del contratto e obblighi di legge
Sorveglianza sanitaria (giudizi di idoneità)Obbligo di legge, con le tutele dei dati particolari
Formazione e abilitazioniObbligo di legge
Immagini e video del personale per comunicazioneConsenso, libero e revocabile
GeolocalizzazionePresupposti dell’articolo 4 e valutazione di proporzionalità
CandidatureMisure precontrattuali, con informativa e tempi definiti

02Chi vede cosa

  • Ogni ruolo vede solo quello che gli serve: il responsabile di reparto le presenze della sua squadra, non le retribuzioni; l’amministrazione i dati per la gestione, non le diagnosi.
  • I dati particolari — salute, appartenenze — hanno un regime rafforzato e vanno separati.
  • I certificati medici contengono solo la prognosi: le diagnosi non devono arrivare in azienda e, se arrivano, non vanno conservate.
  • Le comunicazioni interne non devono rivelare più del necessario: un’assenza si comunica come assenza, non con la sua causa.
  • Chi tratta i dati va autorizzato e istruito: è un adempimento semplice che manca quasi ovunque.

03Il fornitore del software

Chi fornisce lo strumento con cui gestisci il personale tratta i dati per conto dell’azienda: è responsabile del trattamento e va nominato con un atto che regoli finalità, misure di sicurezza, subfornitori e restituzione dei dati. È l’azienda a restare titolare, e a rispondere.

Cosa chiedere prima di firmare

  • Dove sono conservati i dati e in quali Paesi.
  • Chi sono gli eventuali subfornitori e cosa fanno.
  • Come sono separati i dati della tua azienda da quelli degli altri clienti.
  • Chi, dal lato del fornitore, può accedere ai dati e con quali registrazioni.
  • Come sono gestite le copie di sicurezza e con quali tempi di ripristino.
  • Cosa succede ai dati alla fine del contratto: in che formato tornano indietro e in quanto tempo.
  • Come vengono comunicate le violazioni di sicurezza e in quali tempi.
  • Se esiste l’atto di nomina a responsabile e cosa contiene.

04Quando qualcosa va storto

  1. 1

    Riconosci l’evento

    Un file inviato alla persona sbagliata, un accesso non autorizzato, un dispositivo perso: sono tutte violazioni.

  2. 2

    Valuta il rischio per le persone

    Quali dati, quante persone, quali conseguenze possibili.

  3. 3

    Notifica se dovuto

    Al Garante entro settantadue ore quando ricorrono i presupposti, e agli interessati se il rischio è elevato.

  4. 4

    Documenta comunque

    Anche le violazioni non notificate vanno registrate: il registro è un obbligo.

  5. 5

    Correggi la causa

    Quasi sempre è un accesso troppo largo o un canale sbagliato, non un attacco.

Con Omega

Ogni azienda nel suo ambiente, separato dagli altri

  • Un ambiente dedicato per ciascuna azienda cliente, con i dati non mescolati con quelli di nessun altro.
  • Accessi per ruolo: chi guida una squadra vede la squadra, non le retribuzioni.
  • Dati sanitari e giudizi di idoneità con visibilità limitata.
  • Esportazione completa dei dati quando serve, senza dover chiedere il permesso a nessuno.

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Dubbi

Domande frequenti

Serve il consenso dei dipendenti per gestire i loro dati?
No per i trattamenti necessari all’esecuzione del contratto e all’adempimento degli obblighi di legge. Il consenso resta rilevante per trattamenti facoltativi, come l’uso di immagini per la comunicazione aziendale, e deve essere libero e revocabile.
Il fornitore del software va nominato responsabile?
Sì. Chi tratta dati per conto dell’azienda è responsabile del trattamento e la nomina avviene con un atto che disciplina finalità, misure di sicurezza, subfornitori, violazioni e restituzione dei dati alla fine del rapporto.
Dove devono stare i dati del personale?
Non c’è un obbligo generale di conservarli in Italia, ma i trasferimenti fuori dallo Spazio economico europeo richiedono garanzie adeguate. Sapere dove stanno, e chi può accedervi, è comunque una delle informazioni da avere prima di scegliere un fornitore.
Un responsabile di reparto può vedere i certificati medici?
No. Deve sapere che la persona è assente e per quanto, non la causa. Le informazioni sanitarie hanno un regime rafforzato e vanno rese accessibili solo a chi ne ha effettiva necessità.

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