In breve
- Dal 2026 i buoni pasto elettronici sono esenti fino a dieci euro al giorno; quelli cartacei restano a quattro.
- Il superamento della soglia rende imponibile solo la parte eccedente, non l’intero valore.
- I buoni pasto non consumano la soglia dei fringe benefit: sono un binario separato.
Il buono pasto è il benefit più diffuso in Italia e quello con il rapporto migliore fra costo per l’azienda e valore percepito, per una ragione fiscale semplice: entro la soglia non è reddito, quindi non genera contributi né imposte, e arriva alla persona per intero.
Attenzione però a una cosa: in molti contratti collettivi e accordi aziendali il buono pasto non è una liberalità, è un obbligo. Toglierlo o ridurlo unilateralmente è un inadempimento, non un risparmio.
01Le soglie
| Forma | Esenzione giornaliera | Nota |
|---|---|---|
| Buono pasto elettronico | 10,00 € (dal 2026) | Innalzata dalla legge di bilancio 2026 |
| Buono pasto cartaceo | 4,00 € | Invariata |
| Mensa aziendale o convenzionata | Esente senza limite di importo | Somministrazione diretta di vitto |
| Indennità sostitutiva di mensa | Esente nei limiti previsti per specifici settori e situazioni | Da verificare caso per caso |
| Cestino o pasto per attività fuori sede | Esente nei limiti previsti | Per cantieri e strutture temporanee |
02Le regole che si sbagliano
- Il buono spetta per le giornate di effettiva presenza: chi è in ferie, in malattia o in permesso non lo matura, salvo diversa previsione contrattuale.
- Per i part-time il diritto dipende dall’articolazione dell’orario e da quanto stabilisce il contratto: spesso è legato al superamento di una soglia oraria giornaliera o alla presenza della pausa.
- Il valore che eccede la soglia concorre al reddito solo per la parte eccedente, con contributi e imposte su quella parte.
- I buoni non sono cedibili né cumulabili oltre i limiti previsti dalla normativa di settore, e non sono monetizzabili.
- Non consumano la soglia dei fringe benefit (1.000 € o 2.000 € con figli a carico per il triennio 2025-2027): sono discipline distinte.
03Ticket, mensa o indennità
| Soluzione | Quando conviene | Attenzione |
|---|---|---|
| Buoni elettronici | Uffici, negozi, personale distribuito su più sedi | Commissione al gestore e locali convenzionati nella zona |
| Mensa interna | Stabilimenti con molte persone nello stesso luogo | Costo fisso e gestione: conviene sopra una certa dimensione |
| Convenzione con locali | Aziende medie in zone con ristorazione | Va formalizzata: il pagamento diretto al locale è la condizione |
| Indennità sostitutiva | Cantieri e attività senza possibilità di ristorazione | Esenzione limitata: fuori dai casi previsti è retribuzione |
La scelta non è solo fiscale: dove le persone lavorano su turni spezzati o in sedi diverse ogni giorno, il buono elettronico è l’unica soluzione che non crea disparità. Dove invece tutti stanno nello stesso stabilimento, la mensa costa meno per persona e viene percepita meglio.
04Come si gestiscono senza perdere tempo
Il ciclo mensile
- Conteggio delle giornate di presenza effettiva, per persona.
- Esclusione automatica di ferie, malattia, permessi e trasferte con vitto pagato.
- Ordine al gestore con il quantitativo giusto, non con una stima.
- Consegna o accredito tracciato, con firma o ricevuta.
- Riconciliazione fra buoni ordinati, consegnati e giornate lavorate.
Con Omega
Le giornate che generano il buono, contate da sole
- Presenze effettive per persona, con ferie e assenze già escluse.
- Regole diverse per part-time e turni, applicate senza dover ricordare le eccezioni.
- Riepilogo mensile pronto per l’ordine al gestore dei buoni.
- Traccia della consegna, per chiudere le discussioni sui buoni mancanti.


