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Organizzazione

Piano formativo: costruirlo partendo dai bisogni, non dai corsi

Quasi tutte le aziende fanno formazione. Poche sanno dire, a fine anno, cosa hanno imparato le loro persone e a cosa è servito.

4 minuti di lettura Aggiornata al 16 maggio 2026

In breve

  • Il piano si costruisce da tre fonti: obblighi di legge, competenze mancanti, cambiamenti in arrivo.
  • La formazione obbligatoria va accorpata per scadenza, non comprata una persona alla volta.
  • Senza una verifica sul campo dopo qualche settimana, un corso è una spesa e non un investimento.

La formazione in azienda si muove quasi sempre per reazione: scade un attestato, arriva una macchina nuova, un cliente chiede una certificazione. Il risultato è una spesa distribuita male, corsi comprati singolarmente a prezzo pieno e persone che passano ore in aula su cose che non useranno.

Un piano annuale non richiede una struttura: richiede mezza giornata a novembre e un elenco. Il ritorno è immediato — meno costi, meno ore perse, e la possibilità di intercettare i finanziamenti che escono a bando.

01Le tre fonti del piano

FonteCosa produceCome si rileva
Obblighi di leggeSicurezza, primo soccorso, antincendio, attrezzature, aggiornamentiDall’elenco delle scadenze per persona
Competenze mancantiFormazione tecnica e di mestiereDalla matrice delle competenze e dai colloqui
Cambiamenti in arrivoNuove macchine, nuovi processi, nuovi clienti, nuove normeDal piano industriale e dalle decisioni prese

02Come si costruisce, in mezza giornata

  1. 1

    Estrai le scadenze obbligatorie dei prossimi dodici mesi

    Per persona, per tipo di corso. È l’ossatura, e non è negoziabile.

  2. 2

    Raggruppa per periodo

    Sei persone che scadono nello stesso trimestre sono una sessione in azienda, non sei iscrizioni a corsi esterni.

  3. 3

    Aggiungi i bisogni tecnici emersi dai colloqui

    Dalla valutazione annuale e dalla matrice delle competenze.

  4. 4

    Aggiungi i cambiamenti previsti

    Macchina nuova ad aprile: formazione e addestramento a marzo, non a maggio.

  5. 5

    Metti le date sul calendario

    Nei periodi di minor carico, verificando i turni e le ferie.

  6. 6

    Cerca il finanziamento

    Fondi interprofessionali e avvisi regionali: si intercettano solo se il piano esiste già.

Costo del piano = Quote di iscrizione + (Ore di formazione × Costo orario delle persone) + Produzione persa − Quota finanziata

La seconda voce è quasi sempre la più grande: per questo accorpare le sessioni e scegliere i periodi giusti conta più di sconti sulla quota.

03Misurare se è servita

Quattro verifiche, in ordine di utilità

  • A caldo: la persona ha capito cosa deve fare di diverso? Una domanda, non un questionario.
  • Dopo tre settimane: lo sta facendo? Lo verifica il responsabile, sul campo.
  • Sul numero: l’indicatore collegato si è mosso? Scarti, tempi, errori, infortuni.
  • A fine anno: quella competenza è entrata nella matrice, cioè c’è qualcuno in più che sa fare quella cosa?

04Tenere in ordine quello che è stato fatto

  • Ogni corso registrato con data, ore, contenuto, docente e attestato.
  • Scadenza calcolata al momento della registrazione, non ricalcolata a mano ogni anno.
  • Attestati allegati alla persona, non in un raccoglitore per anno.
  • Un elenco per scadenza e uno per persona: servono in momenti diversi.
  • Registri di presenza conservati per la rendicontazione dei fondi, dove la formazione è finanziata.

Con Omega

Il piano nasce dalle scadenze che hai già

  • Elenco delle scadenze formative dei prossimi dodici mesi, per persona e per corso.
  • Corsi registrati con ore, contenuto e attestato allegato.
  • Competenze acquisite collegate alla persona e alla mansione.
  • Registri e attestati pronti per la rendicontazione dei fondi.

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Dubbi

Domande frequenti

Come si fa un piano formativo aziendale?
Si parte dalle scadenze della formazione obbligatoria, si aggiungono le competenze mancanti emerse dai colloqui e dalla matrice delle competenze e i cambiamenti previsti nell’anno, si accorpano le sessioni per periodo e si mettono le date sul calendario.
Quanto deve costare la formazione?
Non esiste una percentuale giusta. Conta di più la distribuzione: la maggior parte del costo è nelle ore delle persone, quindi accorpare le sessioni e scegliere periodi di minor carico incide più di qualunque trattativa sul prezzo.
Come si misura se la formazione è servita?
Verificando sul campo, dopo qualche settimana, se il comportamento è cambiato, e osservando l’indicatore collegato: scarti, tempi, errori, infortuni. I questionari di gradimento a fine corso non misurano l’apprendimento.
La formazione si svolge in orario di lavoro?
La formazione obbligatoria in materia di sicurezza sì, ed è a carico del datore di lavoro. Per le altre attività formative valgono gli accordi e le previsioni contrattuali applicabili.

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