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Conti e margini

Detassazione 2026: il 15% su notturno, festivi e turni e il 5% sugli aumenti

Due misure nuove e temporanee: il 15% sulle maggiorazioni di notturno, festivo, riposi e turni entro 1.500 euro, e il 5% sugli aumenti dei rinnovi. Valgono per il 2026, e gli straordinari restano fuori.

9 minuti di lettura Aggiornata al 20 settembre 2026

In breve

  • Nel 2026 maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e per i turni scontano un’imposta sostitutiva del 15% entro 1.500 euro (L. 199/2025 art. 1 c. 10-11).
  • Gli aumenti dei rinnovi contrattuali firmati dal 2024 al 2026 e pagati nel 2026 scontano il 5%, per chi nel 2025 ha avuto redditi da lavoro dipendente fino a 33.000 euro (c. 7).
  • I contributi non cambiano: il costo per l’azienda resta lo stesso, migliora solo il netto in busta.

La legge di bilancio 2026 ha messo due sconti fiscali dentro la busta paga di chi lavora di notte, la domenica e su turni, e di chi ha preso un aumento da rinnovo contrattuale. Sono misure a termine, valgono per il solo 2026, e l’Agenzia delle entrate le ha spiegate con la circolare 2/E del 24 febbraio 2026 e con le risposte della circolare 3/E del 24 giugno 2026.

Per l’azienda non è una scelta: l’imposta sostitutiva la applica il sostituto d’imposta, salvo rinuncia scritta del lavoratore. Quello che serve è sapere quali voci ci rientrano, chi ne ha diritto e quali informazioni raccogliere prima di chiudere il cedolino di gennaio.

01Il 15% su notturno, festivi, riposi e turni

VoceRientra nel 15%?
Maggiorazioni e indennità per lavoro notturno (art. 1 c. 2 D.Lgs. 66/2003 e CCNL)
Maggiorazioni per lavoro in giorno festivo o nel giorno di riposo settimanale individuato dal CCNLSì, anche quando il riposo non cade di domenica
Maggiorazione per il lavoro svolto di domenicaSì (circolare 3/E del 2026)
Indennità di turno e altri emolumenti legati al lavoro a turni previsti dal CCNL
Indennità di reperibilità prevista dal CCNL, anche se poi non si è stati chiamatiSì (circolare 3/E del 2026)
Lavoro straordinarioNo, salvo che sia notturno o festivo
Somme previste da accordi aziendali o territorialiNo: la norma parla di CCNL
Voci che sostituiscono in tutto o in parte la retribuzione ordinariaNo
Tredicesima, quattordicesima, malattia, maternità, infortunio, TFRNo
  • Chi: lavoratori del settore privato con reddito di lavoro dipendente nel 2025 non superiore a 40.000 euro, sommando tutti i rapporti dell’anno.
  • Quanto: il limite di 1.500 euro è una franchigia: le somme oltre quella soglia tornano alla tassazione ordinaria, non si perde l’agevolazione sulla parte sotto.
  • Premio di risultato a parte: i premi e la partecipazione agli utili tassati con l’imposta sostitutiva dell’art. 1 c. 182 della L. 208/2015 non consumano i 1.500 euro.
  • Contributi invariati: restano le ordinarie regole previdenziali, salvo diversa previsione dei CCNL. Per l’azienda il costo del lavoro non cambia.
  • Esclusi turismo e pubblici esercizi: ai lavoratori dei pubblici esercizi e del comparto turistico-ricettivo e termale spetta invece il trattamento integrativo speciale del comma 18 — il 15% delle retribuzioni lorde per lavoro notturno e straordinario nei giorni festivi, che non concorre al reddito, dal 1° gennaio al 30 settembre 2026.
  • Rinuncia: il lavoratore può chiedere per iscritto la tassazione ordinaria, se gli conviene (per esempio per non perdere detrazioni commisurate al reddito complessivo).

Risparmio ≈ Somme agevolate (max 1.500 €) × (aliquota marginale IRPEF + addizionali − 15%)

Su 1.500 euro di maggiorazioni, un lavoratore nel secondo scaglione (33% più circa 1,5% di addizionali) risparmia circa 280 euro netti l’anno; nel primo scaglione (23%) circa 140.

02Il 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali

  • Cosa: gli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 in attuazione di rinnovi di CCNL sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026.
  • Chi: dipendenti del settore privato con reddito di lavoro dipendente 2025 non superiore a 33.000 euro, sommando tutti i rapporti.
  • Dentro: l’aumento che entra nella retribuzione diretta — dodici mensilità, tredicesima e quattordicesima — e la parte di aumento che finisce negli istituti indiretti a carico del datore durante malattia, maternità, paternità e infortunio; secondo la circolare 3/E anche gli incrementi pagati sulla retribuzione di ferie, festività soppresse e permessi, e quelli riferiti ad annualità precedenti ma erogati nel 2026.
  • Fuori: scatti di anzianità, straordinari e maggiorazioni per notturno o festivo, indennità di turno, una tantum di copertura della vacanza contrattuale, TFR.
  • Superminimo assorbito: se l’aumento contrattuale assorbe il superminimo, anche quella quota gode dell’agevolazione.

03Le tre agevolazioni del 2026, una accanto all’altra

MisuraAliquotaTettoLimite di reddito
Maggiorazioni notturno, festivo, riposi, turni e reperibilità15%1.500 € nel 2026Reddito da lavoro dipendente 2025 fino a 40.000 €
Aumenti da rinnovi contrattuali 2024-2026 pagati nel 20265%Nessun tetto d’importoReddito da lavoro dipendente 2025 fino a 33.000 €
Premi di risultato e partecipazione agli utili1% nel 2026 e 2027 (era 5%)5.000 € (era 3.000)Limite dell’art. 1 c. 186 L. 208/2015, con accordo depositato
Le tre misure si cumulano: il premio di risultato non erode il tetto dei 1.500 euro.

04Cosa deve fare chi prepara le paghe

  1. 1

    Verifica il reddito 2025 di ciascuno

    Serve il totale dei redditi di lavoro dipendente dell’anno, anche da altri datori. Se la Certificazione Unica non è la tua, il lavoratore la consegna o rende una dichiarazione sostitutiva ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000.

  2. 2

    Mappa le voci del cedolino

    Quali codici corrispondono a notturno, festivo, riposo settimanale, turno e reperibilità secondo il CCNL applicato: è l’unico lavoro davvero nuovo, e va fatto una volta.

  3. 3

    Separa gli aumenti da rinnovo

    Servono per il 5%: la quota di incremento, anche quando è confluita nel minimo tabellare o ha assorbito il superminimo.

  4. 4

    Gestisci le rinunce per iscritto

    Chi preferisce la tassazione ordinaria lo dichiara: va conservato.

  5. 5

    Controlla il cumulo dei 1.500 euro

    Chi ha avuto più rapporti nel 2026 deve segnalare le somme già agevolate altrove: oltre il tetto, l’eccedenza va tassata ordinariamente.

  6. 6

    Usa i codici tributo giusti

    Risoluzione 2/E del 29 gennaio 2026 per il 15% (codice 1076 e le varianti regionali), risoluzione 3/E della stessa data per il 5% (codice 1075).

Gli errori che si vedranno nei conguagli

  • Applicare il 15% agli straordinari diurni feriali: sono esclusi.
  • Applicare il 15% a indennità previste solo da un accordo aziendale: la norma richiede il CCNL.
  • Dimenticare il limite di reddito riferito al 2025 e non al 2026.
  • Applicare il 15% ai lavoratori dei pubblici esercizi e del turismo, che hanno il trattamento integrativo speciale.
  • Trattare i 1.500 euro come una soglia «tutto o niente»: è una franchigia, l’eccedenza è solo tassata in modo ordinario.
  • Non conservare la dichiarazione sul reddito dell’anno precedente quando la CU è di un altro datore.

Con Omega

Le ore che pagano di più, contate una per una

  • Ore notturne, festive, in giorno di riposo e di turno distinte già nel cartellino, con la causale del CCNL.
  • Riepiloghi mensili delle variabili pronti per chi elabora i cedolini, divisi per tipo di maggiorazione.
  • Reperibilità pianificata e registrata, non ricostruita a fine mese.
  • Premi di risultato e welfare tenuti su contatori separati, come li tiene la norma.

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Dubbi

Domande frequenti

Gli straordinari sono detassati nel 2026?
No, non in quanto straordinari. L’imposta sostitutiva del 15% riguarda maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e per i turni: lo straordinario rientra solo se è notturno o festivo. Fa eccezione il comparto del turismo e dei pubblici esercizi, che fino al 30 settembre 2026 ha un trattamento integrativo speciale del 15% sulle retribuzioni per lavoro notturno e straordinario festivo.
Chi ha diritto al 15% sulle maggiorazioni?
I lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2025 hanno avuto redditi di lavoro dipendente non superiori a 40.000 euro, sommando tutti i rapporti. L’imposta la applica il datore di lavoro, salvo rinuncia scritta del lavoratore.
L’indennità di reperibilità è agevolata anche se non vengo chiamato?
Sì. La circolare 3/E del 24 giugno 2026 ha chiarito che l’indennità di reperibilità prevista dal CCNL rientra nel 15% anche quando il lavoratore non ha poi svolto la prestazione, perché remunera una condizione di disponibilità collegata al lavoro notturno, festivo o a turni.
Che differenza c’è fra il 5% sugli aumenti e il 15% sulle maggiorazioni?
Il 5% riguarda la parte di stipendio in più che arriva da un rinnovo di CCNL firmato fra il 2024 e il 2026 e pagata nel 2026, per chi nel 2025 ha guadagnato fino a 33.000 euro, senza tetto d’importo. Il 15% riguarda le maggiorazioni e le indennità per notturno, festivo, riposi e turni, entro 1.500 euro, per chi nel 2025 ha guadagnato fino a 40.000 euro. Le due misure possono riguardare la stessa persona nello stesso mese.
L’azienda risparmia qualcosa?
No. Restano ferme le ordinarie regole contributive: l’azienda paga gli stessi contributi di prima e il costo del lavoro non cambia. Il vantaggio è tutto sul netto del lavoratore, ed è per questo che ha senso comunicarlo — altrimenti passa inosservato.

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