In breve
- Le ore realmente lavorate in un anno sono circa 1.550–1.650, non 2.080: ferie, festività, malattia e formazione le riducono.
- Il costo orario reale è il costo annuo totale diviso per le ore produttive, non per le ore contrattuali.
- Fare i preventivi sul costo contrattuale significa lavorare a margine più basso di quello che si crede, ogni volta.
Chi lavora su commessa — installazioni, manutenzioni, cantieri, servizi — prima o poi si accorge che i conti non tornano: i preventivi sono a margine, il lavoro c’è, eppure a fine anno resta poco. Nove volte su dieci la causa è la stessa: il costo orario usato per i preventivi è quello sbagliato.
Il costo che conta non è quanto paghi un’ora, è quanto ti costa un’ora prodotta. La differenza fra i due numeri sta nelle ore che paghi e che non producono: ferie, permessi, festività, malattia, formazione obbligatoria, spostamenti, tempi morti.
01Le ore che restano davvero
| Voce | Ore in un anno |
|---|---|
| Ore contrattuali teoriche (40 ore × 52 settimane) | 2.080 |
| Ferie (4 settimane) | − 160 |
| Festività e riduzioni orario | − 90 |
| Malattia media | − 60 |
| Formazione obbligatoria e visite | − 20 |
| Permessi vari | − 30 |
| Ore residue | ≈ 1.720 |
| Improduttività fisiologica (spostamenti, attese, riunioni) | − 10/15% |
| Ore realmente vendibili | ≈ 1.500–1.550 |
02Il calcolo, passo per passo
Costo orario reale = Costo annuo totale della persona ÷ Ore realmente lavorabili
Costo annuo totale = lordo annuo + contributi a carico azienda + ratei di mensilità aggiuntive + TFR + INAIL + costi accessori.
- 1
Parti dalla retribuzione annua lorda
Comprese tredicesima e quattordicesima dove previste.
- 2
Aggiungi i contributi a carico azienda
Ordine di grandezza: dal 28% al 33% secondo settore e inquadramento.
- 3
Aggiungi il TFR
Circa il 7,4% della retribuzione utile: matura ogni mese anche se si paga alla fine.
- 4
Aggiungi INAIL e costi accessori
Premio assicurativo, dispositivi, formazione, dotazione, quota di attrezzatura.
- 5
Dividi per le ore realmente lavorabili
Non per le contrattuali: qui si decide se il numero è utile o decorativo.
Un esempio concreto: operaio con 15 € l’ora, 1.800 ore contrattuali, retribuzione annua lorda attorno a 29.000 € con le mensilità aggiuntive. Con contributi, TFR e INAIL il costo annuo sale a circa 41.000 €. Diviso per 1.500 ore vendibili fa 27,3 € l’ora. Il preventivo fatto a 20 €/ora, che sembrava avere un buon margine, è in perdita.
03Come si usa il numero
- Nel preventivo: il prezzo orario di vendita parte dal costo reale, non dalla paga.
- Nel confronto fare o comprare: un fornitore esterno a 35 €/ora non è più caro di un tecnico interno a 27 se quel tecnico lavora sei mesi l’anno su quel tipo di attività.
- Nella decisione di assumere: il costo pieno annuo va confrontato con il margine che quella persona genera, non con il suo stipendio.
- Nel controllo delle commesse: ore consuntivate × costo reale, confrontate con il preventivato. È l’unico modo di sapere quali lavori guadagnano.
I segnali che stai usando il numero sbagliato
- I preventivi si vincono quasi sempre, ma il conto economico non migliora.
- Le commesse chiuse «in pari» finiscono in perdita quando arrivano le ore extra.
- Nessuno sa dire quante ore sono state spese davvero su un lavoro chiuso il mese scorso.
- Gli straordinari sono strutturali e non entrano in nessun calcolo di costo.
- Il costo orario in uso è lo stesso da tre anni, mentre il contratto collettivo è stato rinnovato.
Con Omega
Ore vere sotto i numeri
- Ore lavorate per persona, per commessa e per reparto, senza ricostruzioni a memoria.
- Assenze e improduttività già distinte dalle ore vendibili.
- Costo del personale per periodo, confrontabile fra un anno e l’altro.
- Riepiloghi esportabili per il controllo di gestione e per i preventivi.


