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Conti e margini

Costo orario reale: perché 15 euro l’ora te ne costano 28

Il costo di un’ora non è la paga oraria più i contributi: è tutto il costo annuo diviso per le ore che quella persona lavora davvero. Sono due numeri diversi, e il secondo è quello che serve.

5 minuti di lettura Aggiornata al 14 luglio 2026

In breve

  • Le ore realmente lavorate in un anno sono circa 1.550–1.650, non 2.080: ferie, festività, malattia e formazione le riducono.
  • Il costo orario reale è il costo annuo totale diviso per le ore produttive, non per le ore contrattuali.
  • Fare i preventivi sul costo contrattuale significa lavorare a margine più basso di quello che si crede, ogni volta.

Chi lavora su commessa — installazioni, manutenzioni, cantieri, servizi — prima o poi si accorge che i conti non tornano: i preventivi sono a margine, il lavoro c’è, eppure a fine anno resta poco. Nove volte su dieci la causa è la stessa: il costo orario usato per i preventivi è quello sbagliato.

Il costo che conta non è quanto paghi un’ora, è quanto ti costa un’ora prodotta. La differenza fra i due numeri sta nelle ore che paghi e che non producono: ferie, permessi, festività, malattia, formazione obbligatoria, spostamenti, tempi morti.

01Le ore che restano davvero

VoceOre in un anno
Ore contrattuali teoriche (40 ore × 52 settimane)2.080
Ferie (4 settimane)− 160
Festività e riduzioni orario− 90
Malattia media− 60
Formazione obbligatoria e visite− 20
Permessi vari− 30
Ore residue≈ 1.720
Improduttività fisiologica (spostamenti, attese, riunioni)− 10/15%
Ore realmente vendibili≈ 1.500–1.550
I valori sono indicativi: il senso è l’ordine di grandezza, non la precisione al decimale.

02Il calcolo, passo per passo

Costo orario reale = Costo annuo totale della persona ÷ Ore realmente lavorabili

Costo annuo totale = lordo annuo + contributi a carico azienda + ratei di mensilità aggiuntive + TFR + INAIL + costi accessori.

  1. 1

    Parti dalla retribuzione annua lorda

    Comprese tredicesima e quattordicesima dove previste.

  2. 2

    Aggiungi i contributi a carico azienda

    Ordine di grandezza: dal 28% al 33% secondo settore e inquadramento.

  3. 3

    Aggiungi il TFR

    Circa il 7,4% della retribuzione utile: matura ogni mese anche se si paga alla fine.

  4. 4

    Aggiungi INAIL e costi accessori

    Premio assicurativo, dispositivi, formazione, dotazione, quota di attrezzatura.

  5. 5

    Dividi per le ore realmente lavorabili

    Non per le contrattuali: qui si decide se il numero è utile o decorativo.

Un esempio concreto: operaio con 15 € l’ora, 1.800 ore contrattuali, retribuzione annua lorda attorno a 29.000 € con le mensilità aggiuntive. Con contributi, TFR e INAIL il costo annuo sale a circa 41.000 €. Diviso per 1.500 ore vendibili fa 27,3 € l’ora. Il preventivo fatto a 20 €/ora, che sembrava avere un buon margine, è in perdita.

03Come si usa il numero

  • Nel preventivo: il prezzo orario di vendita parte dal costo reale, non dalla paga.
  • Nel confronto fare o comprare: un fornitore esterno a 35 €/ora non è più caro di un tecnico interno a 27 se quel tecnico lavora sei mesi l’anno su quel tipo di attività.
  • Nella decisione di assumere: il costo pieno annuo va confrontato con il margine che quella persona genera, non con il suo stipendio.
  • Nel controllo delle commesse: ore consuntivate × costo reale, confrontate con il preventivato. È l’unico modo di sapere quali lavori guadagnano.

I segnali che stai usando il numero sbagliato

  • I preventivi si vincono quasi sempre, ma il conto economico non migliora.
  • Le commesse chiuse «in pari» finiscono in perdita quando arrivano le ore extra.
  • Nessuno sa dire quante ore sono state spese davvero su un lavoro chiuso il mese scorso.
  • Gli straordinari sono strutturali e non entrano in nessun calcolo di costo.
  • Il costo orario in uso è lo stesso da tre anni, mentre il contratto collettivo è stato rinnovato.

Con Omega

Ore vere sotto i numeri

  • Ore lavorate per persona, per commessa e per reparto, senza ricostruzioni a memoria.
  • Assenze e improduttività già distinte dalle ore vendibili.
  • Costo del personale per periodo, confrontabile fra un anno e l’altro.
  • Riepiloghi esportabili per il controllo di gestione e per i preventivi.

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Dubbi

Domande frequenti

Quante ore lavora davvero un dipendente in un anno?
Fra 1.500 e 1.650 ore vendibili, a fronte di 2.080 ore teoriche. La differenza è data da ferie, festività, permessi, malattia, formazione e improduttività fisiologica.
Come si calcola il costo orario per un preventivo?
Si prende il costo annuo totale della persona — lordo, contributi, ratei, TFR, INAIL e costi accessori — e lo si divide per le ore realmente lavorabili, non per quelle contrattuali.
Gli straordinari cambiano il costo orario?
Sì, e lo aumentano: le ore straordinarie hanno maggiorazioni contrattuali. Se sono strutturali vanno inserite nel calcolo, altrimenti il costo medio risulta più basso del reale.
Il costo orario va aggiornato ogni anno?
Sì. Rinnovi contrattuali, scatti di anzianità, variazioni contributive e cambi di premio INAIL lo modificano. Un costo orario di tre anni fa è quasi sempre sottostimato.

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