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Conti e margini

Apprendistato: quanto si risparmia e cosa si deve dare in cambio

Costa il 20–30% in meno di un pari livello, ma in cambio chiede formazione vera, un tutor e un piano scritto. Chi lo usa come contratto a sconto se ne accorge in un controllo.

5 minuti di lettura Aggiornata al 16 giugno 2026

In breve

  • L’aliquota contributiva a carico azienda è fortemente ridotta, con ulteriori benefici per le imprese fino a nove dipendenti.
  • Il sottoinquadramento consentito, o la retribuzione percentuale, riduce ulteriormente il costo per i primi periodi.
  • Formazione, piano formativo individuale e tutor non sono formalità: la loro assenza fa perdere i benefici.

L’apprendistato è il contratto più conveniente del sistema italiano e il più frainteso: viene usato come un contratto a costo ridotto e trattato come tale, senza la formazione che ne è la ragione. In un controllo questo si traduce nella perdita dei benefici e nella riqualificazione del rapporto.

Usato bene, invece, risolve un problema reale delle piccole imprese: le competenze specifiche non si trovano sul mercato, si costruiscono. L’apprendistato è lo strumento che rende sostenibile costruirle.

01Le tre tipologie

TipoPer chiDurata tipica
Primo livello — qualifica e diploma professionale15–25 anni, in alternanza con il percorso scolasticoSecondo il percorso formativo
Professionalizzante18–29 anni (17 con qualifica)Fino a 3 anni, 5 per l’artigianato artistico
Alta formazione e ricercaPercorsi universitari, ITS, dottorati, praticantatoSecondo il percorso

Il professionalizzante è quello che interessa la quasi totalità delle imprese: rapporto di lavoro a tempo indeterminato con una fase formativa iniziale, al termine della quale prosegue come rapporto ordinario, salvo recesso alla scadenza del periodo formativo.

02Il conto economico

  • Contributi ridotti: aliquota a carico azienda molto inferiore all’ordinaria, con condizioni ulteriormente favorevoli per le imprese fino a nove dipendenti.
  • Sottoinquadramento: fino a due livelli sotto quello di destinazione, oppure retribuzione in percentuale crescente, secondo quanto stabilisce il contratto collettivo.
  • Esclusione dai calcoli dimensionali in molti casi, con effetti su altri obblighi.
  • Sgravio per la trasformazione in rapporto ordinario, dove previsto dalle misure vigenti.
  • Formazione finanziabile attraverso i fondi interprofessionali e i canali regionali.

Risparmio annuo ≈ (Aliquota ordinaria − Aliquota apprendistato) × Retribuzione + Effetto del sottoinquadramento

Su una retribuzione da 22.000 € il risparmio complessivo si colloca spesso fra 4.000 e 6.000 € l’anno rispetto a un pari livello ordinario.

03Cosa si deve dare in cambio

Gli obblighi che rendono legittimo il contratto

  • Contratto in forma scritta, con il piano formativo individuale allegato.
  • Piano formativo con competenze da acquisire, contenuti e tempi, non una pagina generica.
  • Tutor aziendale designato, con esperienza e livello adeguati.
  • Formazione di base e trasversale secondo la disciplina regionale, oltre a quella professionalizzante.
  • Registrazione della formazione svolta, nel libretto o nello strumento previsto.
  • Rispetto dei limiti numerici rispetto ai lavoratori qualificati in forza.
  • Percentuale minima di conferma degli apprendisti precedenti, dove richiesta, per poterne assumere di nuovi.

04Gestirlo bene, senza burocrazia inutile

  1. 1

    Scrivi il piano formativo sul mestiere vero

    Le competenze che quella persona deve saper fare fra un anno, in ordine. Serve anche a chi la affianca.

  2. 2

    Assegna il tutor con un nome e un tempo

    Due ore a settimana dichiarate valgono più di una disponibilità generica.

  3. 3

    Registra la formazione mentre si fa

    Data, argomento, ore, chi l’ha erogata. A fine anno non si ricostruisce.

  4. 4

    Verifica gli avanzamenti a metà percorso

    È il momento per correggere, non alla fine.

  5. 5

    Decidi la conferma prima della scadenza

    Il recesso al termine del periodo formativo richiede preavviso: la data va segnata dall’inizio.

Con Omega

Il percorso formativo che resta scritto

  • Piano formativo e attestati allegati alla persona, non in un raccoglitore a parte.
  • Ore di formazione registrate mentre si fanno, con argomento e tutor.
  • Scadenza del periodo formativo segnata, con l’avviso per decidere la conferma.
  • Elenco degli apprendisti confermati, quando serve per assumerne di nuovi.

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Dubbi

Domande frequenti

Quanto si risparmia con un apprendista?
Fra il 20% e il 30% rispetto a un lavoratore di pari livello, sommando l’aliquota contributiva ridotta e l’effetto del sottoinquadramento o della retribuzione percentuale previsti dal contratto collettivo.
Quanti apprendisti si possono assumere?
Il rapporto con i lavoratori qualificati in forza è stabilito dalla norma e dal contratto collettivo; per le imprese fino a nove dipendenti valgono regole specifiche. Serve inoltre aver confermato una percentuale minima degli apprendisti precedenti.
L’apprendistato si può interrompere?
Durante il periodo formativo valgono le regole ordinarie sul licenziamento. Al termine del periodo formativo, ciascuna parte può recedere con il preavviso previsto; in mancanza, il rapporto prosegue come ordinario a tempo indeterminato.
La formazione dell’apprendista chi la paga?
È a carico dell’azienda e si svolge in orario di lavoro. Una parte è finanziabile attraverso i fondi interprofessionali e i canali regionali, e la formazione di base e trasversale è spesso erogata dal sistema pubblico regionale.

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